8 aprile 2008

L' antica tradizione del Nebbiolo nelle Langhe: Marchesi di Barolo

Questo il titolo della degustazione effettuata presso il Parco dei Principi di Roma il 28/2 con i Sig.ri Ernesto e Annamaria Abbona, titolari dell’azienda, affiancati da Armando Castagno e dalla sua incredibile conoscenza del mondo del nebbiolo.

Verticale “a ritroso”: non sempre possibile. La discriminante è l’aggressività dei vini giovani che se eccessiva impedisce il loro assaggio per primi, in quanto rischierebbe di coprire i vini più anziani. I vini di Marchesi di Barolo sono vini delicati, complessi ma non aggressivi anche da giovani ed è quindi possibile effettuare una verticale a ritroso nel tempo.

La storia dell’azienda Marchesi di Barolo:

Fu fondata nel 1861 dall’ultimo Marchese di Barolo, Carlo Tancredi Falletti sposo dell’ereditiera francese Giulia Colbert di Maulevrier, discendente dal ministro francese Colbert, che portò in dote la vigna, le conoscenze della viticoltura, di come costruire una cantina interrata per migliorare la fermentazione del vino (solitamente tardivo e che necessitava quindi di un ambiente chiuso e non aperto al freddo per completarsi).

Senza eredi, vigneti e marchio furono acquistati dalla famiglia Abbona nel 1929 ed il Cavalier Abbona, ha contribuito per tutto il secolo a far crescere l’azienda, a far conoscere il Barolo nelle più importanti esposizioni mondiali, e a fare del Barolo e di Barolo un luogo leggendario.

Oggi la Marchesi di Barolo è condotta saldamente da Ernesto ed Anna Abbona affiancati dagli enologi Roberto Vezza e Flavio Finocchio dal 1977 riuscendo così ad ottenere una continuità in termini di stile e di qualità per i propri vini.

Ha raggiunto una superficie vitata, di proprietà, di oltre 40 ettari di proprietà, di cui ben 32 a Nebbiolo da Barolo, collocati principalmente nei due cru:

  • Cannubi (11 ettari) = una delle vigne più importanti e antiche d’Italia, è stata ritrovata una bottiglia con un etichetta datata 1752 a nome Connubi. Collinetta oblunga più o meno cento area di Barolo. Ha caratteri particolari anche per la presenza di maggiore sabbia rispetto altre aree. Vigna piuttosto calda, perfettamente esposta, quindi anche in annate fredde (soprattutto in passato) il Barolo Connubi maturava sempre ed era una garanzia. La vigna è esposta ad EST, non soffre le botte di calore che potrebbe avere Sorì (che in dialetto delle Langhe significa “esposta a mezzogiorno”).
  • Sarmassa (3 ettari) = Appendice di un gruppo di vigne straordinario, al confine fra La Morra e Barolo. Caratteri: notevole sviluppo verticale della vigna, quindi vini molto diversi a soli 150mt di distanza. Impossibile da bere se non conosci Barolo; non è accogliente, un po’ scontroso, bisogna essere competenti per apprezzarlo.

Nel 2007 la produzione ha raggiunto circa 1.800.000 bottiglie il cui sbocco principale sul mercato (oltre 80%) è stato il canale horeca (hotel, ristoranti, enoteche, catering); il resto sugli scaffali della GDO, e all’estero in prevalenza verso gli USA.

Sarmassa 2003
Colore trasparente, buona tenuta con riflessi rubino, unghia scarica.
Al naso decisamente positivo per un 2003, un annata decisamente calda vissuta con ansia ma determinazione (Secondo Aldo Castagno, Sarmassa 2003, uno dei migliori 2003 assaggiati). Decisamente complesso: profumi balsamici molto forti, erbe, ciliegia (appena sottospirito), leggere note speziate, rosa canina. In bocca tannini forti e astringenti con un acido in aspettabile per l’annata, persistente e con una voce alcolica possente. Scie minerali e speziate.

Sarmassa 2001
2001 fu un annata eccezionale, una delle migliori degli ultimi vent’anni.
L’esame visivo rivela un colore granato, limpido.
Intenso e complesso al naso. Tantissimi cenni di un intero repertorio che il Barolo dovrebbe proporre: viola, spezie, cenere/brace (DNA di un grande Barolo), note minerali, cannella, cioccolato nero. Grandissimo al naso.
Al gusto subito la liquirizia, sembra di masticarla, poi piano piano il vino si espande in bocca. Equilibrato con tannini e alcol perfetti. Poche note di legno e vaniglia nonostante la barrique: non utilizzata per modificare vino. Ottimo

Sarmassa 1999
Annata molto positiva, soprattutto sul versante della Sarmassa.
Granato, limpido, con unghia leggermente scarica. Ha colore non evoluto ma molto brillante e luminoso.
Esame olfattivo risulta intenso e complesso ma ancora chiuso. Più caratteriale, più difficile dei precedenti (tipico dei grandi vini: si chiudono per poi riaprirsi). Componenti di frutta matura, prugna, cuoio, noce moscata.
Al gusto è morbido, più sapido con note di curry e spezie orientali. Persistente.
Ha ancora tanti anni davanti.

Marchesi di Barolo RISERVA 1997
RISERVA: sono le migliori uve scelte dalle diverse vigne. Selezionate da vigneti con particolare acidità che non esprimono armonia i primi anni, vengono affinati nei legni di grandi dimensioni (180 ettolitri), per ammorbidirli con il tempo.
Annata calda con vendemmia anticipata ma anche con fioritura anticipata, quindi con durata temporale totale uguale e positiva nel complesso.
Limpido, di colore granato scarico e abbastanza consistente; trasparente, tipico delle annate calde. Al naso intenso, complesso, con sorta di balsamo che sale con il calore, viola, arancia, amarena, tamarindo e nota minerale ferrosa.
Alcolico in bocca con tannini morbidi. “Stranamente” più acido e fresco dei Barolo più giovani.

Marchesi di Barolo RISERVA 1982
Una delle 5/6 annate storiche del secolo.
Abbastanza limpido, non ha avuto nessun cedimento di colore, presenta un cuore granato con riflessi aranciati.
Ha un tono minerale ruggine, con note di funghi secchi, salmastre di laguna (tipico del comune di Barolo; cominciano dopo 20 anni).
Acido, bellissima freschezza. In bocca una nota incredibile di buccia di pesca. Classe impressionante. Persistenza incredibile dopo 26 anni. Fantastico.

Marchesi di Barolo RISERVA 1967
Anno buono ma non eccezionale, ’61 e ’64 migliori.
Granato/Aranciato. Molto scarico. Limpido e trasparente con riflessi dell’unghia petrolio.
Intenso e complesso. Sentori minerali e di idrocarburi. Integro e con incredibili note di frutta bianca, note di the, pera, corteccia.
In bocca freschezza incredibile ed un acido quasi da bianco altoatesino. Persistente.

Marchesi di Barolo RISERVA 1957
In commercio nel ’57. Fece 3 anni in botte grande e 3 anni in vetro-cemento.
Color granato scuro. Al naso grande coesione olfattiva. Frutta scura, fichi, confettura, lucido, vinile, terriccio, asfalto caldo.
In bocca risulta fresco e balsamico con una nota che ricorda gli amari italiani e notevole persistenza.
Incredibilmente ha ancora anni da invecchiare.

2 commenti:

nonsolodivino ha detto...

Come ti sono sembrati i proprietari, alcuni miei amici li hanno visitati l'anno scorso in azienda e non sono stati soddisfatti del ricevimento, e in generale della visita "turistica".

Stefano

Il Beone Fotografo (Andrea Federici) ha detto...

Trattandosi di una degustazione in sala con oltre 100 prenotati non ho avuto modo di conoscerli personalmente. La presenza di Armando Castagno li ha resi sicuramente più affabili, mi sono sembrati diciamo molto "marchesi".