31 dicembre 2009

Italia - Francia? diciamo un pareggio....

Con un po' di giorni in ritardo rispetto alla cena di Natale organizzata fra amici sommelier recensisco i vini che ci siamo degustati.
Davvero una bella bevuta!

Franciacorta Satén - La Montina

Un Saten dal bel colore paglierino con leggeri riflessi dorati.
Il perlage era fine con una notevole persistenza.
Intenso al naso e abbastanza complesso con profumi di agrumi, frutta tropicale, pompelmo e crosta di pane.
Al gusto un passo in più sorprende in positivo. Davvero gustoso, con un attacco fresco ed effervescente ed una buona struttura. Chiude con un ritorno finale di note di frutta gialla.
Sorpresa!

Chablis 1er Cru Montmains 2005 - Domaine des Malandes
Di un bel giallo paglierino.
Al naso è molto inteso, prevalgono fiori bianchi, limone, pompelmo, e le note minerali, in primis di pietra focaia.
Pulito, secco e ben bilanciato in bocca nonostante la bell’acidità e la notevole sapidità.
Davvero valido, soprattutto per accompagnare antipasti di pesce.
Intensità!

Barbaresco “Rabajà” 2004 - Giuseppe Cortese
Dal colore rubino contornato da unghia granata.
Intenso, complesso e davvero ampio al naso. Avendo aperto un ora prima la bottiglia, sono bastati pochi minuti nel bicchiere per far esplodere note di frutta di bosco, di fiori appassiti, spezie, note balsamiche, cioccolato, liquirizia, e tabacco dolce.
In bocca ha un bel corpo, morbido e caldo, con tannini ancora ben presenti che confermano sia ancora giovane. Bella sapidità. L’abbiamo bevuto con estrema piacevolezza ma potevamo farlo attendere altri anni ancora in cantina.
Prezioso!

Pommard 1er Cru Les Arvelets 2001 - Patriarche
Dal colore rubino scarico, tipico dei pinot noir di Borgogna.
Al naso è intenso di un incredibile ampiezza olfattiva. Frutta di sottobosco, ciliegie sottospirito, tabacco, note di legno tostato, liquirizia, cioccolata amara, note di menta, funghi e anice.
In bocca è ricco, caldo e sapido, con tannini ben equilibrati e una buona persistenza.
Pinot Noir!Brunello di Montalcino Tenuta Nuova 1994 - Casanova di Neri
A volte si teme il passare degli anni. Lo avvicino al naso ed è davvero splendido.
Complesso è sminuente. AMPIO, in maiuscolo. Marmellata di cotogna, note di arancia candita, spezie, note terziarie di tabacco, cacao, funghi, pellame, accompagnate da leggere note minerali.
In bocca è caldo e morbido, di un bel corpo, con tannini eccellenti ed unapersistenza lunghissima.
Elegante!

Vigneto Biancospino Moscato d’Asti 2009 - La Spinetta
Per la fama a volte si parte prevenuti e si rimane delusi. Non è stato questo il caso.
Per accompagnare un eccellente Panettone che adoro di Cristalli di Zucchero, il Moscato d’Asti Vigneto Biancospino (vigna di 30 anni) di La Spinetta ha mantenuto le attese.
Davvero brillante, fresco e delicato con una fantastica fragranza, nonostante il basso grado alcolico era davvero ricco in bocca.
Conferma!

28 dicembre 2009

COF Verduzzo Cratis 2005 – Scubla

Disciplinare : Bianco Dolce DOC
Vitigno: Verduzzo 100%
Titolo alcol.: 12,5%
Voto:

Oggi per chiudere la cena ho aperto il vino dolce che avevo acquistato quest’estate durante il mio giro delle aziende visitate nel Collio.

Il Verduzzo Friulano Cratis di Scubla.

Le uve autoctone vengono raccolte a mano e sono poste fino al periodo di Natale sui graticci. Esposti al freddo della Bora durante questo periodo, i grappoli si riducono fino a soli 18 l/ql.
Il mosto viene quindi messo in barrique a fermentare per due anni.

Molto luminoso, quasi brillante, di un belissimo colore ambrato.
Davvero intenso al naso e non poco complesso, apre subito con profumi di frutta tropicale, albicocca secca, caramello, accompagnati da note di vaniglia e spezie dolci.
In bocca la dolcezza, data dallo zucchero residuo elevato (180-200 g/l), è equilibrato da una freschezza incredibile.
Vellutato. (da non perdere!)

26 novembre 2009

Castell'in Villa 1973 e Rancia 2005

Lunedì sera gran bevuta fra amici. Il tema era "la Toscana".

Abbiamo iniziato accompagnando crostini di fegatino e crostino di lardo e noci con un ottimo Guardamondo Riserva 2006 dell’Az. MaremmaAlta.

Siamo quindi, per i pici all'aglio, passati al Chianti Classico Rancia 2005 della Fattoria di Felsina. Avevo già recensito la precedente annata.

Altrettanto ottima è questa, soprattutto dopo averle fatto trascorrere un altro anno in cantina.

Dal colore rubino e l’unghia granata, al naso ci ha messo un po’ ad aprirsi.
Passato però qualche minuto ecco venire fuori profumi davvero eleganti: dalla viola, ai frutti di bosco, dalle note minerali e balsamiche, al caffè, al cioccolato e al sigaro, il tutto accompagnato da spezie dolci.
In bocca è eccellente; caldo e morbido con un tannino notevole ma ben equilibrato ed un finale lunghissimo.

Dulcis in fundo della serata, per accompagnare il secondo di maiale, una bottiglia aperta in mattinata per farla esser pronta… il Chianti Classico Riserva 1971 di Castell’in Villa.

La prima annata prodotta dall’azienda.
38 anni e non sentirli direi! Ancora oggi è davvero in forma smagliante.

Di un bel granato luminoso, al naso prevalgono ovviamente grandi aromi terziari fra i quali muschio, sottobosco, funghi, tabacco, humus e spezie ad accompagnare profumi di frutta secca.
In bocca un incredibile grande bevibilità data da freschezza e bella acidità bilanciata da alcol e tannini.
Chapeau!

23 novembre 2009

Sagrantino e Antonelli

Giovedì scorso avevo un giorno di ferie ed anziché poltrire sotto le pezze ho scelto di godermi la giornata portando avanti la mia duplice passione.
Foto e vino. Come dice il mio nickname: il Beone fotografo.

Sveglia quindi all’alba, ore 5:00 e presa la macchina mi sono diretto da Roma in direzione Montefalco.

Purtroppo arrivato nella zona del disciplinare del Sagrantino DOCG verso le 7:00 alle prime luci del mattino, una densa nebbia che mi aveva accompagnato lungo tutto il viaggio, nascondeva ancora tutte le valli e le vigne.
















Presso Gualdo Cattaneo alle 8:00 con il sole già alto ecco però i primi scatti.

















Trascorse un paio d’ore girando fra i vigneti, passo all’altra passione. Il vino.

Arrivato a Montefalco ho fatto un salto da Antonelli San Marco, azienda in attività dal 1881, di 170 ettari complessivi, dei quali 30 a vigneto.

Dovendo tornare a Roma per pranzo, questa volta non avevo telefonato anticipatamente per organizzare una visita dell’azienda. Cosa che peraltro è sempre preferibile per non andare in conflitto agli impegni dei produttori / agronomi / enologi delle aziende – sempre comunque disponibili - e godersi con loro la visita.

Mi sono quindi limitato a fare qualche acquisto dei suoi ottimi vini: il Sagrantino di Montefalco Chiusa di Pannone 2004, l’ottimo Sagrantino di Montefalco 2006 e l’eccellente Sagrantino di Montefalco Passito 2006.

Scontato che anche da Antonelli non mi sia lasciato scappare foto delle loro vigne. (Montefalco Sagrantino a sinistra, Montefalco a destra)

















Nel pomeriggio avevo l’altro obiettivo da portare avanti: il libro di foto su Roma.
Ne inserisco solo 2 per farvi vedere un paragone fra l’Isola Tiberina / Tevere di giovedì 19 Novembre 2009 (sinistra) e di sabato 13 Dicembre 2008 (destra).
















Come il tempo determina la nostra vita. In città ed ovviamente nel mondo del vino.

In serata ho bevuto il Sagrantino di Montefalco 2006.

Base è un termine sminuente, spicca fra i vini dell'azienda per la qualità eccellente.
Proviene da quattro vigneti posti tra i 340 e i 400 metri di quota, con rese sono molto basse, circa 40 hl/ha. Fa un affinamento in botti di rovere da 5 hl a cui seguono poi botti più grandi da 25 hl.

Dal rubino, profondo, intenso. Al naso è complesso con note di frutta rossa (prugna, mora), spezie, tabacco ed erbe medicinali.

Ero curioso per l’assaggio di un Sagrantino di Montefalco “giovane”, i tannini spesso al primo anno sono molto carichi. Sono invece rimasto davvero sorpreso. L’ho trovato davvero già ben equilibrato in bocca senza alcun eccesso di tannini.
Avvolgente, elegante, fine. Fresco e sapido e con una bella persistenza.

7 novembre 2009

Nel "cuore" del Chianti Classico: Val delle Corti ed Isole e Olena

Seconda serata del corso AIS Sangiovese tenuto da Armando Castagno al Cavalieri Hilton di Roma.
Dopo aver affrontato nella precedente lezione le sottozone di Castelnuovo Berardenga e Gaiole, ieri spingendoci a nord abbiamo approfondito Radda, Castellina in Chianti e Barberino Val d’Elsa.

Siamo quindi entrati nel “cuore” del Chianti Classico.
















(Scatti Ottobre 2008 presso Castellina in Chianti)


A seguire inizio e fine di una splendida sequenza di 7 vini degustati.

Chianti Classico 2005 - Val delle Corti
l’ Az. Agr. Podere Val delle Corti (Radda in Chianti - 53017 - tel. & fax +39/0577-738215 - info@valdellecorti.it) è a 3’ minuti verso sud da Radda.

L’azienda è a carattere familiare e produce vini tradizionali, classici.

Nacque nel 1974 quando da Milano il sig. Giorgio Bianchi, oggi scomparso, vendette la casa lasciando il suo lavoro per trasferirsi in campagna, quando ancora non c’era la moda attuale per gli agriturismi o le aziende vitivinicole.

Dal 1999 è il figlio Roberto a portare avanti l’azienda-podere, con una gestione modello dell’agriturismo e della produzione del vino nei 4ha di vigneto specializzato, ad un altitudine media di 450m, nel quale 2 parcelle su 3 sono state reimpiantati nel 1999 a sangiovese e ad altre varietà autoctone a bacca rossa. La gestione è biodinamica e determina espressione di “vini puri”.

Il vino degustato è stato prodotto con una selezione vendemmiale a mano dai diversi vigneti a ritorchino verso sud di uve sangiovese (95%) e canaiolo (5%).
Le uve sono fermentate in tini in acciaio inox per 3 settimane a temperatura controllata senza aggiunta di lieviti.
Il periodo di maturazione è stato di 18 mesi in botti di rovere di slavonia da 30hl nella loro piccola ma moderna cantina.

Un chianti classico dotato di grande tipicità.
Dal colore rubino trasparente.
Al naso profumi notevoli: fiori freschi, ciliegia, frutta rossa non marmellatosa. Speziatura nobile, spezie orientali. Un lieve sentore vegetale.
Elegante al gusto, pulito e con forte persistenza di sale e pepe in bocca.
Vino adatto ad accompagnare sia legumi che carni bianche. perfetto per i sapori dolci come un piatto di pasta e fagioli con le cozze.

Fra la prima e l’ultima degustazione recensite, non posso non fare una breve citazione del vino e del produttore scoperti personalmente, visitati e recensiti nel blog l’anno scorso. Eccellenti le promesse del Vino Atto a Chianti Classico Ris. 2007 di Monteraponi del giovane produttore Michele Braganti, vino che uscirà sul mercato fra due anni.

(Scatti fatti ad Ottobre 2008 durante la visita nell'azienda Monteraponi)






















Infine la settima degustazione.

Cepparello 1995 – Isole e Olena
Che promesse al solo veder versare e che risultati poi al bere il Cepparello …(Ser Ciappelletto per il Boccaccio).

Paolo De Marchi, di origini piemontesi, nel 1976 prese le redini dell’azienda Isole e Olena acquistata dal padre in toscana presso i due borghi semi-abbandonati nel comune di Barberino Val d’Elsa, borghi cominciati a riabitare di recente.

Circa 10 anni dopo cominciò la produzione del Cepparello con il 100% di sangiovese da selezione vendemmiale delle migliori vigne della proprietà, ripiantate fra il 1968/1987, attorno ai 400mt di altitudine media.

E il Cepparello fu uno dei primi Supertuscan che, condivisibili o meno i loro giudizi, Winespectator pone nel 1999 terzo classificato dei vini nel mondo, primo fra gli italiani. (ndr tratto da Il Buon Bere - La Stampa)

Il 1995 è stato vendemmiato la 3° settimana di ottobre, le uve selezionate hanno poi maturato per 18 mesi in barrique di rovere, 1/3 nuove, 1/3 di 1 anno e 1/3 di 2 anni.

Grande fascino. Dal colore granato ti invadono subito profumi inebrianti.
Il naso è davvero complesso. Abbraccia tutto il sangiovese, agrumi amari, amarene sotto spirito, note floreali nonostante 14 anni! per passare poi ovviamente a diverse note terziarie di humus, note di mentolo, spezie, sottobosco, liquirizia, china, corteccia.

Al palato è caldo e vigoroso. Avvolgente, straordinario, fine e compatto, con un tannino perfetto ed una persistenza gusto-olfattiva incredibilie, lunghissima, con sensazioni di cuoio, di liquerizia e di radici.

Di questo calice, durante la degustazione, ovviamente nessuno ne ha fatto avanzare una goccia!

26 ottobre 2009

MAURIZIO ZANELLA 1999 - CA' DEL BOSCO

Disciplinare : IGT Rosso
Vitigno: Cabernet Sauvignon 45% - Cabernet Franc 30% - Merlot 25%
Titolo alcol.: 14,5%
Voto:

Rubino carico.
Amarena e prugna. Liquirizia netta accompagnata da note speziate, mentolate e tostate.
In bocca intenso con tannini equilibratissimi.
Forse finale non lunghissimo come le attese che derivavano dal naso eccellente.
In barrique per 15 mesi.

23 ottobre 2009

Rosso di Valtellina 2004 – Ar.Pe.Pe.

Disciplinare : Rosso di Valtellina D.O.C.
Vitigno: Chiavennasca (Nebbiolo) 100%
Titolo alcol.: 14%
Voto:

Da uve Nebbiolo in purezza.
Notevole come sia di pronta beva, dal colore granato trasparente, in bocca note di frutta - ciliegia- e piccoli ricordi floreali, con una netta sensazione minerale.
In bocca ben equilibrati i tannini con una decisa freschezza.
Persistenza non lunghissima ma valida.
Lo abbini con facilità servendolo a 12-14°C.

21 ottobre 2009

Brevi giudizi sui vini degustati all'evento 3 bicchieri 2010

... tanti vini in poco tempo... purtroppo!

ABRUZZO & MOLISE VALENTINI MONTEPULCIANO D'ABRUZZO CERASUOLO 2008 9e1/2 carne cotta! Ammazza che vino, incredibile
ALTO ADIGE ELENA WALCH A.A. GEWÜRZTRAMINER KASTELAZ 2008 8 profumi netti, profondo ma x miei gusti troppo gewus
ALTO ADIGE FALKENSTEIN - FRANZ PRATZNER A.A. VALLE VENOSTA RIESLING 2008 8e1/2 quasi un riesling alsaziano!
ALTO ADIGE KÖFERERHOF - GÜNTHER KERSHBAUMER A.A. VALLE ISARCO SYLVANER RIS. 2008 8e1/2 molto buono, freschissimo
ALTO ADIGE PRODUTTORI TERLANO A.A.TERLANO PINOT BIANCO VORBERG RIS. 2006 8+ elegante!
ALTO ADIGE PRODUTTORI TERMENO A.A. GEWÜRZTRAMINER TERMINUM VENDEMMIA TARDIVA 2007 9e1/2 elisir! Complesso ed elegante
ALTO ADIGE TIEFENBRUNNER FELDMARSCHALL 2008 8 acidità (un po' eccessiva), vibrante in bocca
BASILICATA ELENA FUCCI AGLIANICO DEL VULTURE TITOLO 2007 9 aglianico minerale e aromatico!
CAMPANIA GALARDI TERRA DI LAVORO 2007 9 impenetrabile, complesso e immediato. Qualità assoluta. Elegante
CAMPANIA MOLETTIERI SALVATORE TAURASI VIGNA CINQUE QUERCE RIS. 2004 9+ terroir minerale nel vino che bevi! Da far affinare l'attuale astringenza eccessiva
CAMPANIA MONTEVETRANO MONTEVETRANO 2007 9 morbidissimo e interminabile. Pieno in bocca
FRIULI VENEZIA GIULIA DARIO RACCARO COLLIO FRIULANO VIGNA DEL ROLAT 2008 9- intenso ed elegante. Ottimo al naso e pregevole struttura
FRIULI VENEZIA GIULIA GRAVNER JOSKO RIBOLLA ANFORA 2005 9 particolarissimo. Da mente aperta. Penetra al naso
FRIULI VENEZIA GIULIA JERMANN VINTAGE TUNINA 2007 9+ elegantissimo !! Sprigiona profumi e non ti vorresti mai fermare
FRIULI VENEZIA GIULIA LIVON BRAIDE ALTE 2007 9- Ricco di profumi. Complessità, alcolicità, sapidità!
FRIULI VENEZIA GIULIA VENICA & VENICA COLLIO SAUVIGNON RONCO DELLE MELE 2008 9+ Il solito notevole Ronco. Stupendo in bocca = al naso.
LAZIO COLETTI CONTI CESANESE DEL PIGLIO ROMANICO 2007 8+ Buono forse oggi ancora troppo dolce…
LAZIO SERGIO MOTTURA POGGIO DELLA COSTA 2008 8+ ottimo bianco freschissimo
LOMBARDIA BELLAVISTA FRANCIACORTA EXTRA BRUT RISERVA VITTORIO MORETTI 2002 9 aristocratico pieno e davvero persistente
LOMBARDIA CAVALLERI CAVALLERI 2001 8e1/2 bouquet interessante, acidissimo, molto fine al gusto
LOMBARDIA FERGHETTINA FRANCIACORTA EXTRA BRUT 2002 8e1/2 sapido e fresco, ricco al palato e mooolto lungo
LOMBARDIA NEGRI NINO SFURSAT DI VALTELLINA CINQUE STELLE 2006 8+ sapori intensi, finale ricco, ma ...e a che lo abbini questo?
MARCHE OASI DEGLI ANGELI KURNI 2007 9- wow, un mito ma particolarissimo, quasi dolce
PIEMONTE ANTONIOLO GATTINARA VIGN. OSSO S. GRATO 2005 9 gustoso: tipico, dal colore al naso e in bocca; acido e succoso con un finale perenne
PIEMONTE ANTONIOLO GATTINARA VIGNETO SAN FRANCESCO 2005 8e1/2 teso e vigoroso
PIEMONTE BRAIDA BARBERA D'ASTI BRICCO DELLA BIGOTTA 2007 8e1/2 potente ma da attendere
PIEMONTE BRICCO ROCCHE - BRICCO ASILI BAROLO PRAPÒ 2005 9 pregevole profilo olfattivo, dirompente al gusto
PIEMONTE CISA ASINARI DEI MARCHESI DI GRÉSY BARBARESCO CAMP GROS MARTINENGA 2005 TBD freddo purtroppo
PIEMONTE CLERICO DOMENICO BAROLO CIABOT MENTIN GINESTRA 2005 9 ottimo, struttura imponente
PIEMONTE CONTERNO GIACOMO BAROLO CASCINA FRANCIA 2005 9/10 wow, wow, wow. Mitico: senza gli attesi spigoli. Olfatto incredibile, gusto squisito
PIEMONTE ETTORE GERMANO BAROLO CERRETTA 2005 9e1/2 Imponente, intenso, ricco ovunque, dal naso alla bocca
PIEMONTE F.LLI ALESSANDRIA BAROLO GRAMOLERE 2005 9 elegante e succoso
PIEMONTE GAJA LANGHE NEBBIOLO SORÌ SAN LORENZO 2006 9e1/2 naso ancora leggermente chiuso ma tannini perfetti. Di valore
PIEMONTE GIACOSA BRUNO BARBARESCO ASILI RISERVA 2005 10- mamma mia! Elegante e completo
PIEMONTE GIACOSA BRUNO BAROLO LE ROCCHE DEL FALLETTO DI SERRALUNGA D’ALBA 2005 10 mamma mia x 2! Profondo e perfetto
PIEMONTE LE PIANE BOCA 2005 9+ una chicca davvero! Eccezionale, qualità assoluta, profondo al naso, delicato in bocca
PIEMONTE ODDERO BAROLO MONDOCA DI BUSSIA SOPRANA 2004 9- sfaccettature aromatiche, elegante e avvolgente, da spettare un po'
PIEMONTE RODDOLO FLAVIO BAROLO RAVERA 2004 8e1/2 gran vignaiolo, gran barolo, pari al suo '97
PIEMONTE TENUTA BRICCO BOSCHIS - CAVALLOTTO BAROLO BRICCO BOSCHIS 2005 9 wow! Vigoroso!
PIEMONTE TRAVAGLINI GIANCARLO GATTINARA RIS. 2004 9- ricco! Teritorio palese. Imponente
PIEMONTE VAJRA G. D. BAROLO BRICCO DELLE VIOLE 2005 10 fra i winner! Finezza assoluta, equilibrato e persistente
PIEMONTE VIETTI BAROLO LAZZARITO 2005 9- ottimo, potente profondo e … moderno
PUGLIA FINO GIANFRANCO PRIMITIVO DI MANDURIA ES 2007 9- mi è piaciuto moooolto
SARDEGNA ARGIOLAS ANGIALIS 2006 9- La Sardegna in bocca con lunghissima persitenza
TOSCANA BIONDI SANTI - TENUTA IL GREPPO BRUNELLO DI MONTALCINO 2004 9+ il solito fantastico Biondi-Santi, aristocratico, ottima trama tannica, longevo
TOSCANA CANALICCHIO - FRANCO PACENTI BRUNELLO DI MONTALCINO 2004 9e1/2 semplicemente FANTASTICO!
TOSCANA CANALICCHIO DI SOPRA BRUNELLO DI MONTALCINO 2004 9e1/2 Carattere pieno, qualità estrema
TOSCANA CERBAIONA BRUNELLO DI MONTALCINO 2004 9e+ meraviglioso, avvolgente in bocca con finale perenne
TOSCANA FELSINA FONTALLORO 2006 9e+ grande vino, intrigante!
TOSCANA ISOLE E OLENA CEPPARELLO 2006 10- puro e squillante. Incredibile freschezza al naso, progressione notevole in bocca
TOSCANA LA CERBAIOLA – SALVIONI BRUNELLO DI MONTALCINO 2004 9+ elegante e di grande spessore
TOSCANA LE MACCHIOLE MESSORIO 2006 9- però!
TOSCANA POGGIO DI SOTTO BRUNELLO DI MONTALCINO 2004 10- ricco al naso, elegante e incredibile persistenza
TOSCANA TENUTA DELL’ORNELLAIA MASSETO 2006 9+ fantastico, progressione in bocca notevole
TOSCANA TENUTA DI VALGIANO COLLINE LUCCHESI ROSSO TENUTA DI VALGIANO 2006 9 caldo possente ed elegante
TOSCANA TENUTA SAN GUIDO BOLGHERI SASSICAIA SASSICAIA 2006 10 senza parole! Inconfondibile, avvolgente, da attendere ma dapaura!
TOSCANA TUA RITA REDIGAFFI 2007 8 non mi è piaciuto in particolar modo
UMBRIA ANTONELLI SAN MARCO SAGRANTINO DI MONTEFALCO CHIUSA DI PANNONE 2004 8 piccante, saporito e polposo
UMBRIA ARNALDO CAPRAI MONTEFALCO SAGRANTINO 25 ANNI 2006 8 esplosivo con tannini ben presenti. Da attendere un po'
VENETO GIUSEPPE QUINTARELLI RECIOTO DELLA VALPOLICELLA CL. MONTE CA' PALETTA 1997 9 fine ed elegante. Un campione

19 ottobre 2009

Gli ultimi 3 bianchi a casa

Colle Duga – Collio Bianco 2008
Friulano e Chardonay al 35% + sauvignon al 20% e malvasia 10%
Davvero splendido. Paglierino deciso, con profumi di frutta matura, cedro, fiori di campo e note eteree. Sapido in bocca con una decisa acidità ad equilibrare l’alcolicità.
Persiseeeenteee!
Voto: 90

Pieropan - Soave Classico Sup. Calvarino 2007
Pagliernino tendente ad un dorato lieve, molto cristallino. Complesso al naso con note di frutta fresca, agrumi e ananas in particolare, e accenni minerali.
Notevole freschezza in bocca; avvolgente e morbido; ben equilibriato, con acidità e netta sapidità.
Voto: 88
(peccato che da Romolo ad Anzio lo abbiano servito calduccio...)

Garofoli - Serra Fiorese 2005
Un verdicchio molto intenso, di colore dorato, complesso al naso con profumi di fiori gialli, pesca, melone, note di spezie e una lieve tostatura. Al gusto fine, molto fresco e sapido.
Un bel 87.

28 settembre 2009

Chiavennasca in Valtellina!

Prima di chiudere le vacanze in alt'Italia, in un giorno di maltempo a Madonna di Campiglio abbiamo deciso (ho deciso.... ma mia moglie ha assecondato tranquillamente) di fare un salto in Valtellina per visitare la zona, un paio di produttori ed acquistare vini che adoro.
Arrivato a pranzo ho iniziato le tappe visitando Nino Negri per acquistare il loro ottimo Sfursat 5 Stelle assieme ad altri suoi notevoli vini (ottimi il Vigneto Fracia - 100% Chiavennasca - ed il bianco Ca' Brione da un blend di Sauvignon, Chardonnay, Incrocio Manzoni e Chiavennasca).

Altrettanto eccellenti però nella zona, oltre agli Sfursat di diversi produttori, sono i Valtellina Sup. DOCG con un 90% minimo di chiavennasca che, vista la mia diretta passione per questi vini, sono contento si stiano sempre di più ritagliando le dovute attenzioni sul mercato grazie alla loro più agevole bevibilità e alla loro incredibile tipicità.
Straordinari in questo disciplinare i vini di Ar.Pe.Pe. che avevo già degustato in primavera durante una serata da Porthos e recensito poi sul blog.
Estremamente piacevole in compagnia della Sig.ra Pelizzatti Perego è stata peraltro la visita all'azienda, di cui allego (sopra) alcune foto.

Le altre sotto sono scatti fatti nella zona Sassella.
(... purtroppo causa maltempo, le foto non rendono quanto avrebbero in una bella giornata di sole)

15 settembre 2009

Eccezionale Laite!

Dopo i giorni trascorsi nel Collio non mi sono voluto far mancare un'altra tappa che da tempo mi prefiggevo: un pranzo nel ristorante-gioiello Laite, ossia “pendio scosceso di montagna” a Sappada, di Roberto Brovedani e Fabrizia Meroi.

Ecco quindi che anziché l’A4 verso Venezia per un ritorno diretto a Madonna di Campiglio, da Cormons ci siamo diretti verso Udine e superato Tolmezzo, piano piano sulla S355, circondata da bellissime cime alpine, abbiamo cominciato a salire le montagne verso la meta.

Visitata la bellissima Sappada antica nella parte alta, proseguiamo ed eccoci finalmente al Ristorante Laite dove, con estrema accoglienza, ci riceve Roberto Brovedani che, sebbene fosse la nostra prima volta, ci mette subito a nostro agio facendoci sentire come due vecchi clienti… “a casa loro”.

Il pranzo ci ha fatto godere una cucina davvero entusiasmante, semplice ma con grandi materie prime che donano sapori intensi e un perfetto equilibrio.

Piatti prelibati, fra i quali ricordo, come fosse ieri, il cervo cotto con punte di abete che è stato il mio piatto da primo posto sul podio. Mi sembrava di essere in tre a tavola, io Alma e un cervo… anzi non a tavola, in montagna, visti gli incredibili odori che mi catturavano.

Per i vini abbiamo lasciato carta bianca a Roberto che ci ha creato una degustazione al calice originale e di prima qualità, che difficilmente altrove capita, abbinandoli perfettamente al pranzo scelto.
Senza tralasciare poi che il prezzo nel conto è stato davvero sorprendente in considerazioni dei diversi calici degustati.

Al termine del pranzo facemmo poi la chiusura in bellezza con il piacere di conoscere Fabrizia che ci aveva fatto godere i suoi piatti sorprendenti.

Che ristorante! Peccato che è così lontano da casa!
Sarà una metà però ogni volta che da Roma torno in Alto Adige.

Ristorante Laite
Via Hoffe 10
Sappada- Belluno
0435-469070
http://www.ristorantelaite.com/

12 settembre 2009

Gostilna Devetak... genuina e squisita

Dopo la bella mattinata trascorsa da Doro Princic, chiudiamo la breve vacanza nel Collio visitando nel pomeriggio Grado sul mare Adriatico.
Tappa programmata per chiudere in bellezza il soggiorno a Cormòns era però la cena prenotata alla Trattoria - Gostilna Devetak, a San Michele del Carso.
Difficilmente la dimenticheremo.

La Gostilna è a due passi da Gorizia e soprattutto dal confine con la Slovenia, e dal 1870, da 5 generazioni, offre un eccellente cucina di piatti tradizionali del Carso e mitteleuropei, fusi a culture italiane.

E’ condotta da Avguštin e dalla moglie Gabriella, con una cura particolare sia nei menù che sono stagionali - bella idea! - che nel servizio in sala, dove oltre all’estremamente accogliente Avguštin, ti segue con incredibile attenzione la sorella Nerina, “poliglotta” che in più lingue segue i clienti provenienti da più paesi.

Il pane fatto in casa era freschissimo, e tutte le loro verdure sono di loro produzione, provengono dall’azienda agricola della famiglia.

Il nostro menù ha visto per Alma la scelta per antipasto di un flan con santoreggia, tartufo alle erbe e la classica caciotta del Carso a cui ha fatto seguito per secondo il filetto di vitellone alla carsolina e le patate in tecia.
Io invece "magnone che non sa rinunciare" ho scelto il menù degustazione Tradizionale con 6 vini abbinati con particolare cura da Avguštin.
Per inizare la torta carsica al prosciutto, seguita dal rotolino di coniglio ai peperoni, dalla “supeta” e dal risotto di “Jamar” con riso selvaggio e guanciale croccante. Dopo un gelato per brack, la tagliata di vitello su crema di patate, pesto di rucola e riduzione di aceto balsamico.

A fine cena con difficoltà ero riuscito a determinare il piatto vincente. A pari merito misi la “supeta” ed il risotto.
Consiglio di non perdere una cena alla Gostilna a chi passerà in zona.

Devetak
Savogna d'Isonzo (GO) 34070
San Michele del Carso
tel. 0481 882488 fax 0481 882964

11 settembre 2009

Gran bevuta da Doro Princic!

Nel secondo giorno di soggiorno nel Collio partiamo di prima mattina dall’agriturismo dove soggiorniamo a Cormòns per un primo giro che mi permetta di scattare le mie solite foto con la “luce giusta”.

Girovagando, approfitto per fermarmi da Lis Neris e Scubla per qualche acquisto, ed alle 11:30 eccoci di ritorno nella zona di partenza dove avevamo l’appuntamento con Alessandro Princic.

La sua azienda DORO PRINCIC si trova nella località di Pradis che fa da cintura alla "Citta del Vino" Cormòns ed è fra le aziende familiari più quotate del Collio.
Al nostro arrivo la signora Mariagrazia, sua moglie, ci ha dato subito il benvenuto con estrema accoglienza.

Non appena arrivato Sandro Princic ci siamo accomodati nel tavolo in giardino ed è iniziata la nostra degustazione dei suoi 4 eccellenti vini, accompagnata da un ottima bresaola tagliata al momento alle nostre spalle.

Assieme ad altra coppia di ospiti trascorriamo goliardicamente un paio d’ore conquistati da questa famiglia/azienda, che produce dei vini eccellenti che fanno solo acciaio. Sono vini da bere subito, ma anche da affinare qualche anno, strutturati ma molto eleganti.

Abbiamo iniziato dalla Malvasia. Dal giallo dorato pallido, è davvero elegante con profumi di fiori e di frutta tropicale. In bocca è morbida, calda e ...non stanca davvero!!!
Friulano, che dire… mi ha catturato. Paglierino carico, molto tipico, con aromi floreali, note minerali e richiami mediterranei. Elegante e con in bocca sapidità e freschezza
Sauvignon, un ottimo sauvignon con al naso note frutta gialla ed erbe. In bocca freschezza e persistenza
E infine quello che è considerato – assieme al Friulano – il suo TOP, il Pinot bianco. Di un paglierino tenue, con note di fiori di campo, frutta e note minerali che durano tempo immemore al naso. Senza dire quanto poi sia equilibrato in bocca con una notevole struttura, un buon grado alcolico, e sia davvero freschissimo.

4 vini davvero straordinari di un produttore valido e simpatico. Ovviamente 12 bottiglie entrano a far parte del bagaglio vacanze; torneranno assieme alle valigie a Roma.

8 settembre 2009

Colle Duga sulla "ponka" intorno a Zegla

Durante la vacanza di quest’estate trascorsa in Trentino, a Madonna di Campiglio fra le splendide montagne dell’Adamello e del Brenta, ho pianificato a fine agosto tre giorni di soggiorno nel Collio per visitare alcune aziende e la provincia di Gorizia, bella dal mare alla montagna.

Il 27 il primo appuntamento l’avevo preso con Damian Princic dell’azienda Colle Duga.
L’avevo chiamato più volte per pianificare la visita senza il rischio di “rompere le scatole” durante la vendemmia in procinto di partire. Alcuni produttori avevano già iniziato.

Arrivato qualche minuto prima del previsto, ho passeggiato un po' per ammirare la zona e la prima cosa che mi è saltata all’occhio da Zegla, l’ultima collina goriziana del Collio a pochi metri dal confine con la Slovenia, è come dall’alto ci si possa godere una vista a 360° delle tre contrade di Zegla, Plessiva e Novali.












Pieeeene di vitigni!


E’ una collina dalla felice esposizione e dall’ottima composizione dei terreni. La “ponka”, composta da marne e arenarie, dona infatti in modo notevole profumi caratteristici alle uve prodotte nei vitigni che inoltre, protetti dalle Alpi Giulie, sfruttano sia le escursioni giorno/notte sia la brezza provenienti dall’Alto Adriatico.

L’azienda Colle Duga produce all’anno circa 20.000 bottiglie nei 7 ettari di vigna, con in media 5000 ceppi per ettaro allevati per la quasi totalità a guyot.

Durante la degustazione abbiamo conosciuto Damian Princic come un produttore estremamente preciso, che ricorre si a tecniche moderne ma senza esagerare e con il massimo rispetto per i suoi vigneti.

Eccellente il Collio Bianco (Friulano, Chardonnay, Sauvignon e piccola % di Malvasia), fermentato in acciaio con a seguire per una piccola parte dei mosti la fermentazione in botti di rovere. E’ di un deciso paglierino con profumi di agrumi, mele e fiori che ti catturano, ed una netta nota alcolica. E’ sapido e davvero molto persistente.

Anche il suo Friulano mi ha lasciato a bocca aperta – anzi ben chiusa visto quanto mi piaceva berne. 14° di un bel giallo paglierino, con note verdoline, mooolto intenso e complesso.

E non metto un gradino pieno sotto il Pinot Grigio che mi ha sorpreso davvero e lo Chardonney, nonostante non sia uno dei miei vini preferiti.

Davvero un ottimo giovane produttore che, ritengo, si farà sempre più sentire.

9 agosto 2009

L'Oste della Bon' Ora

Ieri ho chiuso una settimana di bagordi durante la quale ho festeggiato il compleanno - strano davvero, non sono abituato - con un eccellente pranzo in un ottimo ristornate.

L’ho personalmente scoperto nel forum del GR che leggo, e del quale mi sono poi letto la recensione su una delle guide dei ristoranti di Roma che ritengo più affidabili, Roma nel Piatto 2009.

Mi riferisco a L'Oste della Bon'Ora a Grottaferrata di Massimo e Maria Luisa.
Come accennavo, ne avevo sentito parlare e alla grande. Di persona ho constatato che le voci erano fondate. E davvero!

Massimo, l’Oste, è una persona affabile e simpatica, che ti accoglie con estrema cortesia in un ambiente molto confortevole, con sale ben arredate e pochi tavoli ben distanziati l’uno dall’altro. (ed un bagno pulito e accogliente!)

Ma non ti accoglie soltanto. Ti segue durante l’intero pranzo con estremo calore, senza invadenza e dimostrando un’estrema competenza, non solo peraltro nell’ambito culinario, dove si nota subito come conosce la materia dalla teoria alla pratica, ma dispensandoti anche storie che hanno origine dalla sua cultura o raccontandoti diverse esperienze nei ristoranti-gourmet in giro per il mondo, mentre in sottofondo girano i dischi di vinile degli anni ‘60/’70 che il giovane figlio colleziona.

Per accompagnare il pranzo ho scelto un Lagrein 2005 di Popphof, un vigneron AltoAtesino che se riesco andrò a degustare nuovamente assieme ad altri vigneron nella manifestazione 10° Vinea Tirolensis che si terrà a Bolzano il 31/8, visto che in quel periodo sarò in vacanza a Madonna di Campiglio.

Per antipasto abbiamo aperto il pranzo con il carcotto = carpaccio-cotto e vale a dire una punta di petto di vitello cotta al tegame, molto delicata e davvero gustosa, su di un letto d’erbe e aromatizzata con aceto balsamico, davvero gustoso, e con un millefoglie di melanzane grigliate, pomodoro, mozzarella e basilico. Notevole.

Per primo abbiamo quindi ordinato una lasagnetta ai fiori di zucca, buona, la fantastica matriciana in cornucopia (scontato fosse con guanciale…) ed io ho preso i ravioli ripieni di ricotta alla carbonara. Tutti primi piatti davvero gustosi, sono indeciso se mettere 1° sul podio la matriciana o i ravioli.

Per secondo un paio di contorni, ed il sottoscritto mangione ha goduto dell’ottima guancia di vitello "Veronelli" alla picchiapò, affogata quindi in pomodoro e cipolla. Guancia morbidissima & I love Picchiapò!

Abbiamo infine chiuso per dolce con la Crema Marialuisa, famosa tanto quanto buona, e la Charlotte di Mele che ci ha sorpreso per la sua bontà/leggerezza pur essendo un dolce sfornato bollente, accompagnati dal Passito di Pantelleria Ben Rye

Tornerò sicuramente dall’Oste perché il pranzo è stato davvero gustoso, con una cucina buona e accurata, e soprattutto con un ottimo rapporto qualità/prezzo.

Un piccolo appunto potrebbe essere in partenza il leggero disequilibrio che si nota fra l’eccellente menù (vi sono anche 5 menù degustazione, di cui uno per vegetariani) e la carta dei vini, valida ma meno ampia e verticale di quanto ti attenderesti.

E’ però una carta dei vini straordinaria per l'onestà dei ricarichi, tant’è che il prezzo d’acquisto l’Oste lo riporta, e altra insuperabile e lodevole particolarità di questo ristorante e che ti puoi portare il vino da casa senza aggiunta nel conto, come si usa fare in Australia dove in molti locali c’è la sigla BYO: “bring your own” ossia “porta il tuo”.

Massimo è un passo avanti rispetto ad altri ristoratori in Italia. A presto!

21 luglio 2009

...un vino grande dal prezzo piccolo!

Spigau Crociata 2005 di LE ROCCHE DEL GATTO
Tipologia: V.d.t. bianco
Vitigni: Pigato 100%
Titolo alcol.: 14%
Giudizio:

E’ un bianco molto particolare, prodotto con uve selezionate di pigato in purezza coltivate ad Alberga. Le uve compiono una lenta macerazione pellicolare di 6/7 giorni sulle bucce a temperatura controllata, a cui segue la permanenza sulle fecce nobili con batonnage in vasca grande e microssigenazione.

E’ un piccolo fuoriclasse che ricorda grandi chablis.

Questa particolare processo di vinificazione non consentì a Fabio De Andreis di ottenere la DOC e lo vede tuttora come semplice vino da tavola. Fu, infatti, escluso lo Spigau dal disciplinare nel ’95 perché la commissione d’assaggio non considerò conforme un bianco troppo colorato e corposo.

Anche per questo motivo dal 2000 in poi il nome del vino da semplice Spigau divenne Spigau Crociataper ricordare a tutti – disse De Andreis - la mia crociata contro la DOC, un’istituzione che premia l’omologazione e dà più problemi che vantaggi.”

Il 2005 che ho degustato di un bel giallo oro carico, molto luminoso.
Al naso note di miele, frutta matura, tropicale, pesca gialla matura, note minerali intense e richiami di spezie.
In bocca una grande struttura, notevole sapidità e freschezza, una spiccata classe.
In grado di evolvere sicuramente a lungo, e soprattutto un vino grande dal prezzo piccolo.

5 luglio 2009

Brunello di Montalcino Biondi-Santi 2001

Per brindare fra amici la nostra recente nomina a sommelier AIS, l’altra sera fra una serie di eccellenti vini, abbiamo anche degustato il Brunello di Montalcino Biondi Santi Tenuta Il Greppo, uno dei vini più longevi al mondo.
Possiamo dire con certezza che ha scritto una rilevante fetta della storia dell'enologia.

Era un 2001 dal colore rosso granato intenso ed ancora una notevole consistenza.

Al naso un profumo molto intenso ed ampio ha mostrato subito le note di viola mammola - nonostante fossero passati 7 anni di affinamento - accompagnate da un leggero sentore di vaniglia e diverse note terziarie, dalle balsamiche, al pepe, al cioccolato e ad un ricordo di tabacco dolce.

Ottimo in bocca, caldo e molto persistente, da una buona sapidità e con un tannino davvero elegante.
Maturo e con un armonia eccellente.

L’abbiamo abbinato ad un piatto di salumi e formaggi stagionati acquistati presso uno dei nostri preferiti negozi di Roma, La Tradizione.
Viene consigliato anche come un vino “da meditazione”.

24 giugno 2009

Brolettino 2007 – Ca’ de Frati

Discipl.: DOC
Vitigno: Lugana 100%
Titolo Alcol.: 13,5%
Costo: 12€
Giudizio:

Uve Lugana coltivate nei vigneti Frati e Ronchedone intorno alla famosa penisola di Sirmione nella parte sud del Lago di Garda.
Leggermente surmature (ottobre inoltrato) affinate in piccole botti di rovere per un periodo di 10/12 mesi.

Dal bel giallo dorato brillante.
Al naso è intenso, con un bouquet abbastanza complesso.
Note di pesca, pera, fiori gialli, con note di nocciola, vaniglia e leggeri ricordi minerali. In bocca ha una buona struttura ed è equilibrato da una piacevole freschezza.
E' un ottimo vino per accompagnare zuppe, carne bianca e piatti di pesce saporiti.