8 settembre 2009

Colle Duga sulla "ponka" intorno a Zegla

Durante la vacanza di quest’estate trascorsa in Trentino, a Madonna di Campiglio fra le splendide montagne dell’Adamello e del Brenta, ho pianificato a fine agosto tre giorni di soggiorno nel Collio per visitare alcune aziende e la provincia di Gorizia, bella dal mare alla montagna.

Il 27 il primo appuntamento l’avevo preso con Damian Princic dell’azienda Colle Duga.
L’avevo chiamato più volte per pianificare la visita senza il rischio di “rompere le scatole” durante la vendemmia in procinto di partire. Alcuni produttori avevano già iniziato.

Arrivato qualche minuto prima del previsto, ho passeggiato un po' per ammirare la zona e la prima cosa che mi è saltata all’occhio da Zegla, l’ultima collina goriziana del Collio a pochi metri dal confine con la Slovenia, è come dall’alto ci si possa godere una vista a 360° delle tre contrade di Zegla, Plessiva e Novali.












Pieeeene di vitigni!


E’ una collina dalla felice esposizione e dall’ottima composizione dei terreni. La “ponka”, composta da marne e arenarie, dona infatti in modo notevole profumi caratteristici alle uve prodotte nei vitigni che inoltre, protetti dalle Alpi Giulie, sfruttano sia le escursioni giorno/notte sia la brezza provenienti dall’Alto Adriatico.

L’azienda Colle Duga produce all’anno circa 20.000 bottiglie nei 7 ettari di vigna, con in media 5000 ceppi per ettaro allevati per la quasi totalità a guyot.

Durante la degustazione abbiamo conosciuto Damian Princic come un produttore estremamente preciso, che ricorre si a tecniche moderne ma senza esagerare e con il massimo rispetto per i suoi vigneti.

Eccellente il Collio Bianco (Friulano, Chardonnay, Sauvignon e piccola % di Malvasia), fermentato in acciaio con a seguire per una piccola parte dei mosti la fermentazione in botti di rovere. E’ di un deciso paglierino con profumi di agrumi, mele e fiori che ti catturano, ed una netta nota alcolica. E’ sapido e davvero molto persistente.

Anche il suo Friulano mi ha lasciato a bocca aperta – anzi ben chiusa visto quanto mi piaceva berne. 14° di un bel giallo paglierino, con note verdoline, mooolto intenso e complesso.

E non metto un gradino pieno sotto il Pinot Grigio che mi ha sorpreso davvero e lo Chardonney, nonostante non sia uno dei miei vini preferiti.

Davvero un ottimo giovane produttore che, ritengo, si farà sempre più sentire.

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