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Visualizzazione dei post da Marzo, 2011

Non Sa Di Tappo: Birra...e sai cosa bevi…purtroppo

Leggendo il post dell'amico/collega sommelier AIS Emiliano Macchiavelli... meno male che non mi sono fatto il corso!

Buona lettura:
Non Sa Di Tappo: Birra...e sai cosa bevi…purtroppo: "“Due dita di schiuma, un mondo di gusto” è un percorso formativo intrigante, che ha l'obiettivo di sfatare vecchi luoghi comuni sulla birra ..."

In visita da Emidio Pepe

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Nel fine settimana scorso, mentre mi recavo nelle Marche per alcuni giorni di vacanza, non mi sono voluto lasciar sfuggire una breve deviazione per andare a fare una rapida visita all’Azienda Vinicola Emidio Pepe.  L’azienda attuale, fondata nel 1964 da Emidio Pepe, è a Torano Nuovo, un borgo che domina la valle, a metà strada fra Teramo ed Ascoli, dalla cui terrazza si ammirano le vette del Gran Sasso, con in primo piano i Monti Gemelli, l'insieme delle due vette, simili tra loro: la Montagna dei Fiori e la Montagna di Campli.

I 7 ettari di vigne di proprietà dell’azienda, sono coltivati secondo i metodi biologici e senza uso di prodotti chimici.
Vigne trattate esclusivamente con materiali prodotti dalla natura, per esempio zolfo di miniera e acqua di rame, nel pieno rispetto delle caratteristiche varietali delle viti, con l’obiettivo di garantire un impatto minimale nella vita della pianta.
La vendemmia è esclusivamente manuale. In cantina i grappoli di Trebbiano sono pigiati con i p…

Barbacarlo 2006 - Lino Maga

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Qualche sera fa, rimasto in ufficio sino a tarda ora, all’ultimo momento ho deciso di andare a cena alla Gatta Mangiona.
Solitamente da loro per accompagnare la pizza scelgo una delle ottime birre artigianali che offrono.
Ma questa volta, leggendo la carta dei vini, ho trovato un vino “chicca” che non mi sono lasciato scappare.Barbacarlo 2006 di Lino Maga, l’ultima bottiglia che avevano in cantina.

Dai vitigni autoctoni di Croatina, Uva Rara e Vespolina, è di un colore rubino, molto compatto, con belle note agrumate, di violetta, spruzzi balsamici e piccoli accenni terziari.
In bocca un piccolissimo residuo zuccherino, una bell'acidità e una lunghissima persistenza. Rispetto alle attese niente carbonica.

Un grandissimo vino non filtrato e lasciato fermentare in grandi botti sino alla primavera successiva alla vendemmia, quando viene imbottigliato scrivendo in etichetta “non agitare la bottiglia prima di stapparla”.

Una volta scoperto non te lo lascerai più scappare… pronto a scoprire u…