10 maggio 2014

In visita da Bonavita

Giovanni Scarfone è un piccolo-grande-giovane vignaiolo siciliano.

Dopo la giornata precedente trascorsa assieme da Valcerasa – Bonaccorsi, la mattina di lunedì 29 Aprile mi sono messo in auto da Acireale per raggiungerlo a Faro Superiore.

In quella lingua di terra dei monti Peloritani fra il Tirreno e lo Ionio, Giovanni, con l’aiuto della famiglia - in primis papà Carmelo, porta avanti l'Az. Agricola Bonavita.
Una delle realtà più promettenti in Sicilia. 
E non solo.

Fiero dell’essere siciliano, difende la sua zona con l’obiettivo che i suoi vini siano una vera espressione di questo territorio, continuando quotidianamente a volersi migliorare, anche confrontandosi con altri produttori. 
(Chapeau! In pochi lo fanno)

Per non farmi/farci mancare nulla anche quel giorno, con Giovanni, la sua famiglia e una coppia di amici, la prima tappa è stata il lauto pranzo nel Ristorante Bellavista a Torre Faro.
  
Nel pomeriggio siamo poi andati prima in cantina e, dopo aver atteso che smettesse di piovere, nelle vigne.
Siamo saliti con la 4WD di Giovanni attraverso un piccolo borgo abbandonato facendo una stradina che con la mia Panda a noleggio non avrei assolutamente potuto percorrere.

Per arrivare alle vigne abbiamo attraversa un bosco di querce e castagni secolari bellissimi che circondano tutte le terrazze delle antiche vigne di famiglia sul promontorio sopra Messina.




E’ un punto bellissimo. 
Passeggiando nelle vigne sembra di stare in un “anfiteatro” naturale. 

I terrazzamenti, a 250 m s.l.m., hanno una pendenza notevole e sono caratterizzati da terreni di argille e tufo, battuti dai venti che portano una nota salmastra bellissima dal mare.


 


I vitigni, ad alberello e a controspalliera, sono solo autoctoni. 
Nerello Mascalese, il Nerello Cappuccio ed Nocera a 6000 ceppi/ettaro con un’età che va dai 10 ai 50 anni.

In vigna c’è il massimo rispetto della natura. 
Non è utilizzato alcun concime chimico e sono fatti solo sovesci di leguminose.
Neanche erbicidi e/o insetticidi, ma solo rame e zolfo a basse dosi come antiparassitari.



Di solito la vendemmia avviene tra la prima e la seconda decade d’ottobre. 
La raccolta delle uve è manuale, e una volta selezionate, sono portate in cantina.







In cantina sulle uve non viene fatto alcun intervento, non viene aggiunta solforosa e tantomeno durante la fermentazione altri additivi chimici. 

Solo lunghe macerazioni con follature manuali molto frequenti e alla fine viene fatta una pressatura soffice con il torchio idraulico. 

Affinamento poi in botti di rovere, non nuove, per circa 16 mesi e quindi perlomeno quattro mesi in bottiglia prima di esser messe sul mercato!
 

La giornata si è poi chiusa con una splendida cena a casa Scarfone a base di pitoni fatti a mano dalla bravissima Sanny!
Ovviamente accompagnati da un bel po' di belle bottiglie :-D
 
I due ragazzacci hanno chiuso oltre che con i pitoni con un cubano... :-)
A ottobre salvo miei imprevisti, o che Giovanni ci ripensa a volermi lì da lui, sarò di nuovo a Faro.

E questa volta non solo a far foto in vigna ma anche a dare una mano durante la vendemmia :-D

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