31 gennaio 2011

Percorsi di vino Wine fest: foto e racconto

Ecco un rapido resoconto su PercorsiDi Vino Wine Fest, il bell'evento organizzato da Andrea Petrini per festeggiare l'anniversario dei 3 anni dalla partenza del suo blog Percorsi di Vino.
E' stato una piacevolissima giornata trascorsa nell'Antica Osteria l'Incannucciata fra amici, produttori, wineblogger ed appassionati del mondo del vino.
La giornata è cominciata brindando con i vini dei diversi produttori che hanno partecipato alla festa. Fra i tanti cito Gianfranco Fino, Elena Fucci e Luciano Ciolfi che ho avuto il piacere di conoscere ieri e degustare la nuova annata del loro vino.
Oltre a Mottura, Montreraponi, Coletti Conti ed I Botri di Ghiaccioforte che avevo già avuto il piacere di conoscere in passato nei miei giri da ilbeonefotografo (leggi qui, qui, e qui).
Il pranzo è stato ovviamente curato dallo Chef Dino De Bellis supportato dal suo staff, da Daniela SenzaPanna e da Lorenzo "Italian Linguini".
Piatti davvero interessanti e gustosi fra i quali ho apprezzato molto il risotto al Testun con foglie di radicchio tardivo.
Pranzo accompagnato dalle ottime bottiglie dei produttori presenti e da un paio di bottiglie "particolari" portate da Fabio. Il Tonì di Cataldi Madonna del 1988 ed il Magma di Cornelissen.Nel primo pomeriggio sono poi iniziati i laboratori.Siamo partiti con la sottozona di Radda del Chianti Classico.
Insieme a Davide Bonucci a raccontate il loro vino c'erano Michele Bragati di Monteraponi, Paolo Cianferoni di Caparsa e Roberto Bianchi di Val delle corti. Raccontavano il loro vino ma soprattutto le caratteristiche del sangiovese prodotto nella zona centrale del chianti classico,caratterizzata dall' elevata altitudine, dall'escursione termica giorno/notte elevate, dai vigneti circondati da boschi,oltre ovviamente dal particolare terreno di alberese/galestro. Difficile dare un premio ad una delle bottiglie degustate.A seguire sono corso al piano di sopra dove cominciava la verticale del Carema, un nebbiolo a mio modesto parere incredibile vista laparticolarità del vino, la storia cha ha alle sue spalle la sottozona e la faticosissima viticoltura in pendenze estreme nei pendii al confine fra Piemonte e Valle d'Aosta.
Viticoltura sfidante è dire poco.
70 riserva, 71, 74, 78, e 78 riserva. A mio modesto paree incredibili il 71 ed il 74.
Incredibili le annate anche perchè non è di certo facile trovarli sul mercato del vino, ma conduceva il gioco Fabio Cagnetti che presentava oltre ai vini il suo ultimo progetto, ilPostVino.
Un "gruppo di acquisto aperto di vini non ordinari" che sarà on line a metà febbraio. Offrirà vini di vecchi millesimi introvabili sul mercato o difficilmente reperibili perchè di piccoli produttori validi ma di nicchia tramite la mailing list a cui saremo iscritti. Garantendo ovviamente sulla qualità del vino.

Ho perso il '78 Riserva perchè comincia va la degustazione sul
Cesanese e sono tornato al piano di sotto... (peraltro il piano di sotto dell'Incannucciata è un locale davvero confortevole e con un layout ben disegnato per fare degustazioni, ndr).A guidare la degustazione Pierluca Proietti ( check) che accompagnava i tre produttori Coletti Conti, Ciolli e Formiconi nella presentazione dei loro vini.
Per la degustazione in dettaglio vi rimando ad Emiliano Macchiavelli che ha raccontato le bottiglie su Non Sa di Tappo.

Per una serie di motivi, fra i quali l'inattesa qualità vista la giovane età dell'azienda, quello che più mi è piaciuto è stato il Capozzano 2008 di Formiconi. Senza nulla togliere comunque al "solito" gran Romanico di Antonello Coletti Conti e al validissimo Cirisium di Ciolli.

Un saluto a tutti coloro che ho avuto il piacere di incontrare o conoscere nel bel pomeriggio trascorso assieme per festeggiare
Percorsi Di Vino.
Altri scatti li troverete su
Flickr o su Facebook o li posterà a breve Andrea Petrini.

25 gennaio 2011

Catalogo Bolaffi dei Vini d'Italia

Mi è arrivato stasera.
Mi è costato una cifra ridicola ... 8 euro ... per l'acquisto
tramite http://www.comprovendolibri.it/home.asp

Il libro è la ristampa della guida scritta da Veronelli.

E' in ottimo stato e sarà davvero interessante leggerlo scoprendo come era il mondo del vino 40 anni fà.

Un grazie al suggeritore :-)
















24 gennaio 2011

Vini Campani

Vini Campani era il tema del pranzo di ieri fra amici.
(... ci siamo poi un po' spostati per chiudere la bevuta ... avevamo molta sete ... e con il vino dolce)

Costa d’Amalfi Furore Bianco Fiorduva 2007 - Furore Marisa Cuomo: giallo dorato. Agrumi, miele e spruzzi minerali. Caldo e sapido in bocca. 88/100

Vigna Piancastelli 2007 - Terre del Principe: frutta rossa, spezie orientali e cioccolato. Freschissimo, equilibrato e dalla bella beva. E' finito al volo. 88/100

Montevetrano 2007 - Montevetrano: Naso ampio con frutti di bosco, cannella, liquirizia e tabacco. Già perfetto in bocca... però non m'ha conquistato. 89/100

Agianico del Taburno Terra di Rivolta 2004 - Fattoria La Rivolta: Impenetrabile. Amarene, note di sottobosco, terra e notre minerali. Bell'acidita e tannini equilibrati. Persistenza notevole. 89/100

Montepulciano d'Abruzzo Villa Gemma 2003 - Masciarelli: Granato. Note di frutta rossa matura, note eteree, caffè e spezie. Si allarga in bocca. Ben bilanciato in bocca, con ritorni di frutta. Equilibratissimo. 90/100

Moscato Apianae 2007 - Di Majo Norante: Arancio/dorato. Note di agrumi, miele di zagara, gesso e note salmastre. Lunghissimo in bocca. 88/100

18 gennaio 2011

Percorsi Di Vino Wine Fest: il 30 Gennaio tutti a ...

Un evento da non perdere fossi in voi...
produttori eccellenti, degustazioni e laboratori davvero interessanti e anche qualche imperdibile chicca a sorpresa...

Clikka su Percorsi Di Vino: Percorsi Di Vino Wine Fest: il 30 Gennaio tutti a ..." e vedrai l'evento nel dettaglio.

Io mi dedicherò al servizio fotografico...

12 gennaio 2011

Vivivino... un DB affidabile?

Aumentano a vista d'occhio i programmi da installare sul proprio Iphone o PC per riconoscere canzoni, video ed immagini.

Eccoci a Vivivino, il programma che vuole farci condividere, su facebook, twitter o altro, i vini bevuti.

Al momento ho un dubbio su quanto sia credibile :-)

Selezionata l'Italia, nella pagina web dedicata ai vini per regione, il risultato è questo:"There are 1713 featured wineries in Italy. The most commonly used grape in Italy is Sauvignon Blanc. Other popular grapes in Italy are Chardonnay and Merlot. "

Quindi con 1.713 recensioni sulle 10.754 totali (pari al 16% del totale, il 60% delle quali è per USA e Francia) risulta che il vino più comunemente usato in Italia è il Sauvignon, seguito da Chardonnay e Merlot.

Ma il Catarratto? e il Sangiovese? dove sono...?
Speriamo che aumentando le "recensioni italiane" il databese si aggiorni ...

Il sangue di Montalcino di Negri Giovanni

Ecco il mio prossimo libro, un eno-giallo.

Enologi assassinati, indagini di polizia, ipotesi di stravolgere l'ampelografia ...

Non vi basta?

A me si... sarà il mio prossimo libro.

11 gennaio 2011

Grand Cru Cuvée Réservée - Maurice Vesselle

Ormai alla quinta generazione di vignaioli Récoltant Manipulant, il "clan" Vesselle é per Bouzy sinonimo di produzione ai massimi livelli.
La produzione oggi è curata dai figli Didier e Thierry, ed è esclusivamente di Champagne Grand Cru.
Il processo produttivo, che combina lo stile classico e la tecnologia moderna, viene effettuato con uve provenienti dai 9 ettari di vigneti di proprietà con età media di 35 anni, con una leggera pressatura delle uve in fase di vinificazione e, a seguire, senza fermentazione malolattica.

La bottiglia è ottenuta dall’assemblaggio delle due uve principali nello Champagne.
Prevalenza netta del Pinot Noir, per l’85%, con il resto di Chardonnay. Passa poi 3 anni in bottiglia prima del degorgement.

Da in bel giallo paglierino con bollicine fitte e fini, è elegante al naso, con una belle note di agrumi, citrine, di mela verde e fiori gialli e leggere note di erba e di pane.
Freschissimo in bocca con una buona struttura ed una bella persisteza.

10 gennaio 2011

James Suckling ed il brunello 2006

Ognuno ha le proprie opinioni a seguito di una degustazione o in base alla propria cultura enologica.

La mia personale - e piccola - è che James Suckling (leggi quì) si è “allargato” un po’ nel giudicare 100/100 il brunello Tenuta Nova 2006 di Casanova di Neri ed il Brunello 2006 di Frescobaldi.

Saranno pure i 2006, che molti come me devono ancora aver il piacere di degustare a Benvenuto Brunello, ma visto il recente passato che ha visto coinvolti produttori (fra i quali i due citati) ed il disciplinare, forse la sua opinione, seppur rispettabile, è molto di parte ed opinabile.

Voi che ne pensate?


Gran Reserva 1996 - Marqués de Arienzo - Rioja

Uno degli altri vini aperti la serata di Capodanno era il 100% Tempranillo di Marques de Arienzo della Rioja. L’avevo preso dal produttore quando nel 2005, durante l’estate, avevo fatto un tour nel nord della Spagna.
Da Barcellona a Santiago De Compostela e ritorno, passando per Salamanca toccando, appunto, La Rioja.

Un Gran Reserva 1996 per accompagnare lenticchie e cotechino.

Si temeva prevaricasse il piatto, ma dopo aver affinato alcuni anni in cantina il vino, dal bel corpo ed una bella personalità, era ben equilibrato e si è abbinato discretamente.

Era di un bel colore scuro, un granato intenso, con al naso intriganti profumi di frutti rossi maturi, amarena, ciliegie sottospirito, e note terziarie di cioccolato fondente, liquerizia amara, resina; il tutto accompagnato da spezie e piccoli spruzzi di vaniglia.

I tannini erano eleganti e sorprendeva la bell’acidità in bocca. Molto sapido e con una buona persistenza.
Soddisfatti.

Peccato aver girato La Rioja quando ancora non avevo cominciato ad appassionarmi di vino.

Ero ancora solo Ilfotografo … poi mi sono trasformato in Ilbeonefotografo…!

7 gennaio 2011

Vecchie o nuove le annate?

Dall'indagine di Winenews emerge che solo una piccola % delle vendite delle enoteche è per vini con più di 5/10 anni.
Nel mio caso dipende dalle opportunità ed i prezzi.
Mi oriento generalmente sul nuovo, da tenere però in cantina per un po' rispetto all'uscita sul mercato, soprattutto per vini di un certo rilievo.
In alcune occasioni compro però anche le annate passate.
Soprattutto se mi posso fidare del venditore ed il prezzo non è fuori mercato, oppure acquisto direttamente dal produttore.

E voi come vi orientate?

5 gennaio 2011

Vini Naturali Roma - 5 e 6 Febbraio

Evento come al solito da non lasciarsi scappare!


Il 5 e il 6 Febbraio partirà la 3° edizione di Vini Naturali Roma che, come ogni anno, si terrà presso l'Hotel Columbus in Via della Conciliazione.


Quello che apprezzo molto degli eventi organizzati da Tiziana Gallo è la presenza in sala dei produttori.

Oltre 80 quest'anno.

Produttori sempre disponibili a farsi conoscere e a farci apprezzare i loro vini in degustazione raccontandoci la loro storia, la loro azienda e loro tecniche di vinificazione. Dalla vigna alla distribuzione.


Da sommelier AIS ammetto che trovo molto più piacevole parlare con loro piuttosto che girare fra i nostri banchi d'assaggio con spesso - ahimè - un sommelier poco competente sul vino che versa al bicchiere.


Alcuni dei nomi - meno noti a chi non "bazzica" l'ambiente - da non perdere: 'A Vita, Le Boncie, Stella di Campalto, La Distesa, San Fereolo, Graci. Senza contare poi i grandi Ar.Pe.Pe., Foradori, Cavallotto, Bea, "Citrico" Rinaldi... i birrai e le aziende alimentari.


Ripeto: non perdetevelo! Ci vediamo li.

4 gennaio 2011

Gran Cru Classe Margaux 2000 - Château Prieuré-Lichine

Dopo il Cuvèe 734 di Jaquesson il mio pranzo del primo dell'anno è continuato abbinato al vino francese. Dallo Champagne ci siamo spostati a Bordeaux per il Gran Cru Classe Margaux 2000 di Château Prieuré-Lichine.

Storicamente, la coltivazione delle vigne dell’attuale Château fu inizialmente portata avanti dai monaci benedettini che utilizzavano l’uva per le cene o leloro cerimonie religiose.
Nel 1789, dopo la rivoluzione francese, la proprietà fu sequestrata e poi venduta ai diversi Château circostanti - tra i quali il famoso Château Palmer - ed in piccola parte fu acquistata da Monsieur Pagès.
Nel tempo la proprietà è cambiata diverse volte portando di conseguenza anche alla trasformazione del nome, da La Prieuré a Prieuré-Cantenac, per diventare alla fine Prieuré-Lichine quando, nel 1951, Alexis Lichine acquistò gli allora 11 ha di vigneto.

Ad oggi gli ettari sono circa 70, sparsi tutti nel comune di Margaux.
La maggior parte locati a nord di Cantenac, su uno dei crinali ghiaiosi che caratterizzano il Médoc. Le viti, piantate con una densità di c.a. 8500 ceppi per ettaro, sono per il 54% di Cabernet Sauvignon, per il 40% Merlot e le restanti a Petit Verdot, 5%, e a Cabernet Franc, 1%.

La vendemmia è fatta manualmente. La prima fermentazione avviene in vasche di cemento a temperatura controllata, per poi passare alla macerazione che dura fra le tre e le quattro settimane. Per 16 mesi il vino è quindi affinato in botti di rovere, la metà delle quali di primo passaggio.

Château Prieuré-Lichine è il suo grand vin; annualmente ne sono prodotte circa 20.000 bottiglie.

L’ho aperto 2 ore prima del pranzo.

Dal rosso rubino scuro tendente al granato, al naso è complesso con un bouquet tipico dei Margaux classici.
Note di frutta di bosco, mora, ribes, accompagnate da grafite, pelle, funghi, sigaro, caffè, cioccolato, con piccoli spruzzi di spezie.
Anche in bocca le aspettative non sono state disattese.
Tannini ormai perfetti per un vino dalla bella struttura ma non invadente, elegante e perfettamente equilibrato.
Un finale molto lungo dove riescono fuori i frutti maturi.
Bevuto rapidamente, per quanto era buono.

PS: Dopo la morte di Lichine nel 1989, la proprietà fu gestità dal figlio che assunze da consulente Michel Rolland sino al 1999, anno in cui la proprietà passò al Gruppo Ballande.
Avrà ancora inciso con il suo stile “particolare” nell’annata 2000?

3 gennaio 2011

Il "Sommelier" Antonio Albanese sfida il campione del mondo Gardini

Cuvée 734 - Jacquesson

Il 1 gennaio ho aperto bene le degustazioni 2011.
Sono partito un valido Champagne: Cuvée 734 di Jacquesson.

Jacquesson, fondata nel 1798 da Memmie Jacquesson, è nel cuore dello Champagne, a Dizy, vicino Aÿ.
Intorno alla Maison si trovano i vitigni classées Grand Cru di Aÿ, Avize e Oiry ed i vitigni Premier Cru di Hautvillers, Dizy e Mareuil-sur-Aÿ.

Quest’anno ha prodotto la Cuvée 734, "millesimata" non in ordine cronologico ma in funzione della maturità delle uve.

Sono state prodotte, con metodi di elaborazione non industriali, un invecchiamento ottimale ed un dosage molto basso, c.ca 345.000 bottiglie, miscelando le uve dall'annata 2006 (73%) - provenienti per il 54 %dalla Còte des Blancs (Chardonnay), per il 20 % da Montagne de Reims (Pinot Noir) e per il 26 % da Valèe de la Marne (Pinot Meunier) - con piccole % dell’annata 2005 (22%) e 2004 (5%).

E’ di un bel colore oro brillante, con un perlage molto fine.
Al naso, davvero pulito, un bouquet intenso e molto complesso.
Emerge subito la frutta croccante, mela verde, con sfumature floreali ed una bella mineralità accompagnata da note affumicate e pietra focaia. Fresco in bocca, con una bella acidità ed una buona struttura.
Davvero gustoso
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