11 maggio 2008

Sora Margherita

Sono le 12:30 e dopo aver girato in bici per Roma la mattinata ed aver percorso, sotto un bel sole, il ghetto brulicante di gente che chiacchiera o addenta i primi piatti seduti lungo la via principale, giungiamo in Piazza delle cinque Scole, da Sora Margherita.
E’ una trattoria romana a prezzi popolari, ma davvero introvabile se non la si conosce o non si conosce l'ubicazione esatta.

E’, infatti, assente qualsiasi insegna e l'ingresso è coperto da una di quelle tendine rosse di lunghe trecce pelose.
Io avevo avuto la fortuna di passarci davanti ieri, mentre passeggiavo in centro e da quel momento mi era rimasta la voglia di provarla.

Caratteristica identificativa della trattoria sono le sedie di legno pieghevoli adagiate al muro esterno, utilizzate per rendere più confortevole l’attesa dei clienti, visto le solite file che si formano (si può in ogni caso prenotare il tavolo).

Varcata la soglia si scopre un mondo ormai quasi scomparso a Roma, sembra infatti di trovarsi a casa di qualcuno e l’atmosfera di questo locale è proprio quella di una volta.
La trattoria è formalmente un circolo culturale con tanto di tesserino (a costo zero), per cui appena seduti, se è la prima volta che ci si viene, ve la faranno compilare.

La trattoria ha ridotte dimensioni - circa 30 coperti - e spesso è facile trovarsi gomito a gomito ad altri clienti con tutt’intorno ritagli di giornali appiccicati al muro. Tovaglie di carta, tovagliolo di stoffa, menu a la carte (nel senso... di carta... scritto a mano con un pennarello), con le persone della famiglia a curare il servizio, a preparare pane, pasta e cibi, tutto in una piccolissima cucina.

Il menu è fatto da tutti piatti della cucina romana, fra i quali, secondo i clienti più affezionati (lo si legge anche sui muri) i due piatti forte sono: le tagliatelle cacio e pepe con letto ricotta, e il carciofo alla giudia, che ti arriva bollente capovolto su di un piatto adagiato su della carta paglierina, da mangiare rigorosamente con le mani una fogliolina schrocchiarella dopo l’altra, per poi mangiare a morsi il cuore tenendolo per il gambo.


Ci arriva l’acqua ed una caraffa di vino (si lo so per un futuro sommelier il ¼ di vino rosso della casa è una bestemmia, ma poi dovevamo tornare all’Eur in bicicletta e i fumi dell’alcol avrebbero avuto la meglio, e poi la carta dei vini te la sogni qui). Noi proprio dal carciofo iniziamo il nostro pranzo, per poi scegliere i tonnarelli al sugo di carne e dei fantastici rigatoni alla pajata ricoperti da un incredibile strato di pecorino romano… mamma mia che gusto!

A seguire non mi sono lasciato scappare un ottimo abbacchio allo scottadito, saporitissimo. Il tutto per 25€ a persona, compresi due caffé.
Trattoria Sora Margherita Piazza delle Cinque Scole 30 Tel. 06.6874216 (chiuso a cena tranne il weekend)
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4 commenti:

admin ha detto...

queste indicazioni sul tu blog mi sembrano ottime. Bisogna riscoprire i sani vecchi saperi di una volta presso le vecchie trattorie. Oramai i nuovi ristoranti sono tutti uguali. Architettura high tech minimalista, arredaamenti scuri e squadrati, nome straniero. Menù tutti uguali che fingono qualità e prodotti tipici e fragranti ma poi sono tutti uguali. Prezzo non meno di 40 €. Viva la Sora Margherita e lesedie pieghevoli. A proposito, quando ci si va? Immagino non si possa prenotare.

Il Beone Fotografo (Andrea Federici) ha detto...

Come no si può prenotare, avoglia!!
a me m'è rimasta una voglia di polpette... ieri non potevo mangiarmi tutto, ma chi sei?? se non ti firmi non lo so? leggo Admin

nonsolodivino ha detto...

Che meraviglia, questo scritto ci fa respirare un'aria particolare di Roma, che a noi turisti è sconosciuta. Ci va venire voglia di conoscere questi luoghi pieni di tradizione popolare aramai svanita.

Alla prima occasione che avrò di ritornare a Roma non mancherò di disturbarti.

Continua così e passi per la caraffa di rosso della casa.

Stefano

Il Beone Fotografo (Andrea Federici) ha detto...

Stefano, sarà un piacere portarvi in giro per la capitale ad assaggiare i vecchi sapori e a degustare un buon vino, Andrea