4 gennaio 2013

Corso Terroir: la Schiava

La schiava è un vitigno autoctono che ha una storia antichissima.

Il suo nome sembrerebbe derivare dal latino “vitis cum sclavis”, ossia uve "schiavizzate", "costrette", nel loro sviluppo. Venivano addomesticate potandole e legandole su di un supporto.
Una tipologia di coltivazione delle viti allevate a filare nel periodo medioevale del XII secolo nel territorio longobardo  (Veneto e Lombardia del nord) e poi in Alto Adige dove sono note come “Vernatsch” (dal latino “vernaculum” ossia “viti locali”).

E’ il migliore autoctono dell’Alto Adige, ma è caduto di moda negli anni '80 e '90.
Prima di allora occupava il 70% della superficie vitata nella regione, oggi siamo invece al 30% circa, sostituito – sottovalutandone le potenzialità - da varietà internazionali, magari più appetibili per il mercato.

E’ un vino da tutto pasto, da bere fresco, con un colore leggero ed una straordinaria duttilità per l’abbinamento al cibo.

Solitamente (nel 50% dei casi) è da bere entro il primo anno di produzione, ma, se prodotto nel posto giusto e senza puntare alla quantità ma alla qualità, ha ottime potenzialità di invecchiamento ed incredibile complessità. 


(La vigne della Schiava di Gumphof)

Allevata secondo il tradizionale sistema a pergola, da zona a zona l’andamento climatico e le caratteristiche del suolo determinano versioni qualitative ed organolettiche della schiava ben diverse .

E’ un uva dall'incredibile resistenza al freddo.
Soffre invece molto le stagioni calde ed umide con grande rischio di oidio, la malattia trofica delle piante causata da funghi.
Soffre anche ma in maniera minore un po’ la peronospora e la botryte.
E’ una pianta di grande adattabilità agli innesti e il più utilizzato, l’855 del totale, è il Kober BB.

Geologia:
Per quanto riguarda il suolo, delle decine di diverse matrici presenti in Alto Adige, solo tre sono le principali presenti nelle zone dove viene coltivata la schiava.

Zona rossa: porfidi quarziferi, ferrettizzati, violacei o grigi
Zona gialla: argille alluvuionali e depositi morenici, con intercalazioni di calcare e porfido ferrettizati
Zona grigia: depositi morenici, detrinti di falde, di frane e dei coni di deiezione

Ampelografia:

La schiava è a foglia media, pentagonale, trilobata o intera. Il grappolo ha un elevata vigoria, è di piccole dimensioni a forma piramidale allungato, con acini molto grandi che diventano di colore grigio quando è elevata la quantità di pruina sulla buccia degli acini.

(La Schiava di Gumphof)

Le tre varietà che vengono principalmente coltivate sono:
  • Schiava Grossa (Großvernatsch): la più grande e la più acida delle tipologie, di produttività più abbondane, è un uva che incrociata con il riesling ha dato vita al kerner.
  • Schiava Gentile (Edelvernatsch): anche coltivata in Trentino, ha una minore carica polifenolica.
  • Schiava Grigia (Grauvernatsch): ricchissima di pruina, la più rustica ed adattabile.
Cresce in tutto l’Alto Adige e nella zona di Mezzocorona e dintorni in Trentino, su pendii collinari per oltre 1.100 ettari di vigne, pari a circa un quarto di tutta la superficie vitata della regione.
Resa max 140 quintali per Ha, alcol minimo 10,5% (11,5% per lo scelto), un acidità totale di solo 4 g/l (quindi bassissima) e l'estratto secco di 18g/l al netto degli zuccheri.

Sono 3 le zone eccellenti:
1) DOC A.A. Lago di Caldaro: 12 comuni in provincia di BZ e 8 frazioni di comuni in provincia di TN. La zona classica è quella di Caldaro, Appiano, Termeno.
2) DOC A.A. S. Maddalena: sui pendii subito a nord di Bolzano, andando verso l’altopiano del Renon per intenderci. Le zone di produzione sono le frazioni Santa Maddalena, Santa Giustina, Cardano,  SetteQuerce, Rencio e cinque Masi nel comune di Renon. In questi terreni prevalgono depositi di origine morenica di materiale porfireo.
3) DOC A.A. Schiava: identifica i vini freschi e beverini da subito prodotti fuori dalle tre zone tipiche.

Quste alcune delle aziende consigliate nelle tre zone:
Aziende a Caldaro: Manincor, Castel Sallegg, Erste& Neue, Lageder, Kolsterhof, Ritterhof, Niedermayr, Tramin.

S. Maddalena: Franz Gojer, Josef Brigl, Messnerhof, Untermoserhof, Griesbauerhof, Loacker, Plattner/Waldgries.
Alto Adige: Girlan, Gumphof, Martini & Sohn, Kurtasch, San Michele Appiano, Popphof.

Dopo l'approfondimento sulla Schiava siamo passati alla storica verticale dell'A.A. Schiava Gschleier Aus Alten Reben della Cantina Sociale Girlan - Cornaiano1978 / 1986 / 1989 / 1999 / 2000 / 2003 / 2005 / 2007 / 2009

Storica sia perché è stata a partire dalla 1° annata prodotta, sia perché è la 1° volta che la si è fatta in pubblico.


Cantina sociale fondata nel 1923, attualmente ha 240 membri che producono circa 15.000 ettolitri di vino rosso e 8.000 di vino bianco all’anno.


Girlan ha preservato la varietà della schiava, anche considerando l’età - 85/95 anni di età - del vecchio vigneto Gschleier vicino al cimitero del paese, esposto a sud ad un'altitudine media di 450m s.l.m., su terreni calcareo-argillosi.
Sotto la guida di Gerhard Kofler viene effettuata la diraspatura e la pressatura delle uve che vengono poi messe in fermentini d’acciaio da 100 hl. 
Dopo la fermentazione (100% malolattica) che dura dai 10 ai 15 giorni, la maturazione avviene per 9 mesi in botti di rovere di grande formato e prima di essere commercializzato il vino viene affinato per 3 mesi in bottiglia.
Degustazione

2009: annata positiva, calda ma dall’andamento regolare. 
Vendemmia 25/9. 8.800 bottiglie.
Un vino sgarbato da giovane. Naso floreale, fiori amari, mandarino, sottobosco. In bocca è ben bilanciato, sobrio. Tannino impercettibile.

2007: grande annata, ventosa con uve perfette ma calda quindi vino pronto e una vendemmia precoce. (12,9° e 5,35 di acidità - alta)
Naso ricco, china, erbe amare aromatiche, mandorla, note passite.
Bocca completa, ferrosa, liquirizia, grande freschezza. Mela rossa. 
Astringenza lievissima.  

2005: un’annata complicata. Fresca, con piogge continue e difficoltà a raggiungere la selezione. La vendemmia fu fatta solo nelle zone vocate. Malolattica svolta all’80-85%.
Naso elegante, resina e agrume (botrite, tra la resina e la trementina, pungente). Un vino leggero con un finale verde acquoso. Da pesce. NO

2003: Annata durissima (esula quindi dai magnifici risultati emersi alla distanza da altre zone). Grande resistenza all’ossidazione e un acidità depressa 4,40. Al naso prevale l'vva fragola. In bocca forte astringenza e tannino verde e ben percettibile.
  
2000: Un’annata che ha ricevuto un’accoglienza modesta. Estate negativa ma autunno d’oro, quindi vini ricchi e generosi con alte acidità. Vendemmia precoce e quantità ridotta. Zero ossidazione, note evolutive interessanti. Note ematiche, paprika, silicone, rosa, pomodoro. Sapido e con grande freschezza.

1999: Ottima annata nelle Langhe e a Montalcino, in Alto adige è stata caratterizzata dal grande freddo con escursioni termiche incredibili. Uve con un alto livello di acido malico. Vendemmia tardiva 10 ottobre. Malolattica incompleta. Uno sviluppo aromatico originale legato probabilmente alla bottiglia. Un vino sgarbato.
  
1989: Annata fresca e irregolare con fenomeni temporaleschi e due grandinate. Problemi di botrite in alcune vigne; vendemmia tardiva.
Naso interessante. Amaretto, sambuca, spezie.
Bocca importante, freschezza ancora intatta, tannino percettibile, ma fine.
Perfetto con lo speck.

1986: bella annata, ma il vino è ossidato

1976: annata molto calda, di poco inferiore alle temperature raggiunte nel 2003. Uva cotta, ma sana. Vendemmia precoce. 5.500 bottiglie prodotte. 
Note evolutive, ma originali. Note metalliche, terra scura, tartufo nero. Agrumi grassi, tamarindo. Frutta candita. Bocca interessante, grande persistenza, tannino fine. 

2007, 1989 e 1976* il mio podio!

Riassumendo la schiava è unica nel suo genere... somiglia un po' al Pinot noir. Straordinariamente bevibile con una bella freschezza in bocca.

Si abbina con facilità a diversi piatti vista la sua gran bella bevibilità, in particolare con i piatti della cucina asiatica.
Una vino dal rapporto q/p eccezionale, accessibile alle tasche di tutti.

Cantina Girlan - Via San Martino, 24 - 39050 Cornaiano (BZ) - www.girlan.it

*: molto anche per l'oppurtunità di aver bevuto la prima annata prodotta

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