5 novembre 2010

Antoniolo - Gattinara

Dopo le giornate trascorse nelle Langhe, mi sono spostato nel nord del Piemonte. Ahimè toccata e fuga.

Avrei voluto il tempo per conoscere diversi produttori della zona, da Boca a Bramaterra, da Ghemme a Lessona, ma il tempo è tiranno e mi sono concentrato nella visita pianificata da Antoniolo a Gattinara, in provincia di Vercelli, dove ritrovi archeologici attestano che, sin dai tempi dei romani, vi si produceva il Nebbiolo chiamato tradizionalmente Spanna.

(ricordiamoci che il Gattinara divenne una DOCG nel 1990 -Gattinara in purezza o con il 10% di Bonarda o Vespolina, ndr).


Dopo l’ottimo pranzo a Romagnano nel ristorante alla Torre accompagnato da Boca Le Piane 2003 (qualità!!!), siamo arrivati a destinazione.

Gattinara è un paesino carino, peccato le innumerevoli grandi fabbriche che ha intorno.


Accolti da Lorella Zoppis Antoniolo abbiamo cominciato a conoscere l’azienda e la sua storia.


Fu fondata nel 1948 dal nonno, il Cav. Mario Antoniolo, che perseguì sin da subito l’obiettivo di produrre vini con un elevato livello di qualità rispettando il vitigno ed il territorio supportato dalla figlia Rosanna.

La Sig.ra Rosanna condusse direttamente l'azienda dal 1980 sino al 1998, anno in cui lasciò la gesitione a pieno carico a suo figlio Alberto (agronomo). Siamo oggi alla III° generazione della famiglia quindi.


Cambiò sempre nel 1998 anche l’enologo, da Scaglione a Pagli, del gruppo Matura, gruppo dal quale si avvalgono - ormai da anni - della consulenza di Francesco Bartoletti.


Fu un anno di svolta nella vita dell’azienda, in un crescendo qualitativo anche grazie all’ingresso, dopo qualche anno, della sorella Lorella che lo affianca in azienda curando la parte commerciale e di comunicazione, oltre ad esser impegnata dal 2008 come Presidente del Consorzio Tutela Nebbioli Alto Piemonte.


Facciamo un giro nelle vigne.


Incredibile la diversità della coltivazione fra sud e nord Piemonte. (questa foto mente, ndr)

Nel primo caso ovunque ti muovi trovi vigneti coltivati l’uno accanto all’altro (grazie anche al terreno tortoniano caratterizzato da marne che non permette di diversificare le coltivazione agricole).

Qui invece le vigne sono “nascoste” fra i boschi e sovente non facili da curare per la pendenza del terreno (la vigna Osso S. Grato ad esempio).

I vini di Antoniolo sono prodotti esclusivamente con uve provenienti dai vigneti di proprietà.

Sono coltivati a guyot, hanno un età media di 35/40 anni d’età, e sono esposti a sud in zone altamente vocate grazie, oltre all’altitudine ed i venti, al terreno porfirico di origine morenico - vulcanica ricco di minerali.


Il 95% della produzione si concentra ovviamente, in 11,4 ettari, sull’uva nebbiolo.

Nell’ulteriore ettaro di proprietà è coltivato l’Erbaluce di Caluso.

Mediamente per anno sono prodotte circa 55.000 bottiglie.

Producono i vini in CRU, anche grazie al consiglio di imbottigliare separatamente i vini provenienti dai singoli vigneti che, nel lontano 1974, Gino Veronelli diede alla Sig.ra Rosanna per garantire ad ogni vino di mantenere la loro personalità e una sua identità ben riconoscibile.


Continuiamo il giro in cantina con Lorella che ci descrive le fasi di vinificazione e invecchiamento dei loro vini.

Partono dalla macerazione con lieviti indigeni in vasche di cemento per 14-16 giorni a temperatura controllata, per proseguire poi con l’invecchiamento per un periodo che va dai 18 ai 30 mesi in botti di rovere di media capacità, tonneau o barrique a seconda del CRU. (Osso, S. Francesco e Castelle rispettivamente).

Il processo si chiude con l’affinamento per 12mesi in bottiglia.



Sono vini profondi ed incredibilmente longevi che vanno dal caleidoscopico Osso S. Grato, all’austero S. Francesco al più diretto Castelle. Senza sminuire peraltro il Gattinara base.


Se vuoi vedere altre foto clikka quì


AZIENDA AGRICOLA ANTONIOLO

Corso Valsesia, 277 - 13045 Gattinara - VC

Tel +39.0163.833612 - antoniolovini@bmm.it

2 commenti:

Stefano ha detto...

Trovo questi vini di grande personalità e spessore. Ognuno con il proprio caratere e rispetto verso l'annata. Il produttore lo considero di stile borgognone, cioè produce un village e 3 diversi crus che sanno riassumere il carattere del vigneto.

Anonimo ha detto...

Ho appena aggiunto il tuo feed ai miei favoriti. Mi piace molto leggere il tuo post.