19 aprile 2009

Vallerosa-Bonci e i suoi eccellenti Verdicchi dei Castelli di Jesi

Mercoledì scorso tornavo dalle Marche a Roma, di fretta per problemini presunti alla macchina, ma non volevo certo saltare l’appuntamento preso con l’azienda Vallerosa – Bonci.

Avevo lasciato di prima mattina il Monte Conero e, dopo alcune pause fotografiche nel tragitto, sono arrivato a Cupramontana, presso la loro sede.

Ero nel cuore delle Marche, su una delle colline che fiancheggia la valle dell'Esino dove la famiglia Bonci dai primi anni del '900 avviò l’attività di produzione del vino.


Mi riceve Valentina e, nonostante il mio anticipo rispetto all’orario concordato, cominciamo subito la visita all’azienda con una bella chiacchierata sull’Azienda Agricola Vallerosa-Bonci.

Possiede oggi 26ha di vigneti per produrre il Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico ed il Rosso Piceno.

I vigneti si trovano in terreni particolarmente vocati di Cupramontana, ad un'altezza media di 450m slm. Sono equiparabili a dei veri e propri cru, motivo per il quale l’azienda produce differenti tipologie di Verdicchio, ognuno con caratteristiche organolettiche particolari legate al proprio terroir da cui nasce.

L’Az. Vallerosa-Bonci presta particolare attenzione in vigna, sin dal periodo della potatura, adottando inoltre sistemi d’allevamento con una bassa resa per ettaro per migliorare la qualità delle uve.

Facciamo quindi un giro in cantina dove avviene la pressatura soffice delle uve e la fermentazione a temperatura controllata, con una cura particolare alle chiarifica, alla filtrazione ed alla refrigerazione.

Nella foto le loro vasche di cemento utilizzata per la maturazione del verdicchio; l’unica tipologia di vasche ad eccezione di un ridotto 20% per il Verdicchio Le Case. Solo il Rosso utilizza le barrique.

Passiamo quindi dove stavano completando le ultime fasi per mettere sul mercato gli spumanti inserendo manualmente e con le macchine apposite i tappi e le etichette. (vedi foto).







Concludiamo poi la visita nella sala degustazione dove attorno a me ho:

Il Verdicchio dei Castelli di Jesi Spumante Brut 2004: Prodotto con le uve della contrada Alvareto, vinificate in anticipo. Fresco. 12°C

Il Verdicchio dei Castelli di Jesi Brut Metodo Classico

Il Verdicchio dei castelli di Jesi Cl Manciano 2007: un piccolo vitigno a guyot di 3ha nella contrada omonima. Dal bel giallo paglierino carico, è fresco e molto delicato, con una notevole sapidità. 14°C.

Il Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Le Case 2006

Il Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup.San Michele 2007: S. Michele nasce nel ’89. Ha vigne di 40 anni che guardano a sud a 400 mt. slm, e che grazie a questo felice microclima garantiscono uve di qualità. Il 2007 non è stata annata particolarmente felice ma si prospetta comunque una discreta evoluzione di una ottimo vino in cui prevarrà l’acidità alla morbidezza. Paglierino carico con note floreali, di pesca e agrumi. Bella struttura equilibrata dalla notevole acidità e sapidità. 13,5°C.

Ancora non in foto sul tavolo con me, ho poi degustato,

Il Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Riserva Pietrone 2006: Vino nato nel 2000. Le vigne sono in contrada Pietrone e, ad oggi, è stato vendemmiate solo in alcuni anni. La vendemmia viene svolta quando le uve sono in leggera surmaturazione. Dal colore giallo dorato. Al naso è molto intenso e decisamente ampio con diversi profumi di frutte mature e note minerali. In bocca morbido e con un elevato impatto alcolico. 14° C. L’ho apprezzato davvero.

Tanto quanto l’intera visita e la cortesia di Valentina Bonci che ringrazio per il tempo trascorso parlandomi della sua azienda e della sua produzione vinicola.

1 commento:

Enoteca online ha detto...

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