26 novembre 2009

Castell'in Villa 1973 e Rancia 2005

Lunedì sera gran bevuta fra amici. Il tema era "la Toscana".

Abbiamo iniziato accompagnando crostini di fegatino e crostino di lardo e noci con un ottimo Guardamondo Riserva 2006 dell’Az. MaremmaAlta.

Siamo quindi, per i pici all'aglio, passati al Chianti Classico Rancia 2005 della Fattoria di Felsina. Avevo già recensito la precedente annata.

Altrettanto ottima è questa, soprattutto dopo averle fatto trascorrere un altro anno in cantina.

Dal colore rubino e l’unghia granata, al naso ci ha messo un po’ ad aprirsi.
Passato però qualche minuto ecco venire fuori profumi davvero eleganti: dalla viola, ai frutti di bosco, dalle note minerali e balsamiche, al caffè, al cioccolato e al sigaro, il tutto accompagnato da spezie dolci.
In bocca è eccellente; caldo e morbido con un tannino notevole ma ben equilibrato ed un finale lunghissimo.

Dulcis in fundo della serata, per accompagnare il secondo di maiale, una bottiglia aperta in mattinata per farla esser pronta… il Chianti Classico Riserva 1971 di Castell’in Villa.

La prima annata prodotta dall’azienda.
38 anni e non sentirli direi! Ancora oggi è davvero in forma smagliante.

Di un bel granato luminoso, al naso prevalgono ovviamente grandi aromi terziari fra i quali muschio, sottobosco, funghi, tabacco, humus e spezie ad accompagnare profumi di frutta secca.
In bocca un incredibile grande bevibilità data da freschezza e bella acidità bilanciata da alcol e tannini.
Chapeau!

23 novembre 2009

Sagrantino e Antonelli

Giovedì scorso avevo un giorno di ferie ed anziché poltrire sotto le pezze ho scelto di godermi la giornata portando avanti la mia duplice passione.
Foto e vino. Come dice il mio nickname: il Beone fotografo.

Sveglia quindi all’alba, ore 5:00 e presa la macchina mi sono diretto da Roma in direzione Montefalco.

Purtroppo arrivato nella zona del disciplinare del Sagrantino DOCG verso le 7:00 alle prime luci del mattino, una densa nebbia che mi aveva accompagnato lungo tutto il viaggio, nascondeva ancora tutte le valli e le vigne.
















Presso Gualdo Cattaneo alle 8:00 con il sole già alto ecco però i primi scatti.

















Trascorse un paio d’ore girando fra i vigneti, passo all’altra passione. Il vino.

Arrivato a Montefalco ho fatto un salto da Antonelli San Marco, azienda in attività dal 1881, di 170 ettari complessivi, dei quali 30 a vigneto.

Dovendo tornare a Roma per pranzo, questa volta non avevo telefonato anticipatamente per organizzare una visita dell’azienda. Cosa che peraltro è sempre preferibile per non andare in conflitto agli impegni dei produttori / agronomi / enologi delle aziende – sempre comunque disponibili - e godersi con loro la visita.

Mi sono quindi limitato a fare qualche acquisto dei suoi ottimi vini: il Sagrantino di Montefalco Chiusa di Pannone 2004, l’ottimo Sagrantino di Montefalco 2006 e l’eccellente Sagrantino di Montefalco Passito 2006.

Scontato che anche da Antonelli non mi sia lasciato scappare foto delle loro vigne. (Montefalco Sagrantino a sinistra, Montefalco a destra)

















Nel pomeriggio avevo l’altro obiettivo da portare avanti: il libro di foto su Roma.
Ne inserisco solo 2 per farvi vedere un paragone fra l’Isola Tiberina / Tevere di giovedì 19 Novembre 2009 (sinistra) e di sabato 13 Dicembre 2008 (destra).
















Come il tempo determina la nostra vita. In città ed ovviamente nel mondo del vino.

In serata ho bevuto il Sagrantino di Montefalco 2006.

Base è un termine sminuente, spicca fra i vini dell'azienda per la qualità eccellente.
Proviene da quattro vigneti posti tra i 340 e i 400 metri di quota, con rese sono molto basse, circa 40 hl/ha. Fa un affinamento in botti di rovere da 5 hl a cui seguono poi botti più grandi da 25 hl.

Dal rubino, profondo, intenso. Al naso è complesso con note di frutta rossa (prugna, mora), spezie, tabacco ed erbe medicinali.

Ero curioso per l’assaggio di un Sagrantino di Montefalco “giovane”, i tannini spesso al primo anno sono molto carichi. Sono invece rimasto davvero sorpreso. L’ho trovato davvero già ben equilibrato in bocca senza alcun eccesso di tannini.
Avvolgente, elegante, fine. Fresco e sapido e con una bella persistenza.

7 novembre 2009

Nel "cuore" del Chianti Classico: Val delle Corti ed Isole e Olena

Seconda serata del corso AIS Sangiovese tenuto da Armando Castagno al Cavalieri Hilton di Roma.
Dopo aver affrontato nella precedente lezione le sottozone di Castelnuovo Berardenga e Gaiole, ieri spingendoci a nord abbiamo approfondito Radda, Castellina in Chianti e Barberino Val d’Elsa.

Siamo quindi entrati nel “cuore” del Chianti Classico.
















(Scatti Ottobre 2008 presso Castellina in Chianti)


A seguire inizio e fine di una splendida sequenza di 7 vini degustati.

Chianti Classico 2005 - Val delle Corti
l’ Az. Agr. Podere Val delle Corti (Radda in Chianti - 53017 - tel. & fax +39/0577-738215 - info@valdellecorti.it) è a 3’ minuti verso sud da Radda.

L’azienda è a carattere familiare e produce vini tradizionali, classici.

Nacque nel 1974 quando da Milano il sig. Giorgio Bianchi, oggi scomparso, vendette la casa lasciando il suo lavoro per trasferirsi in campagna, quando ancora non c’era la moda attuale per gli agriturismi o le aziende vitivinicole.

Dal 1999 è il figlio Roberto a portare avanti l’azienda-podere, con una gestione modello dell’agriturismo e della produzione del vino nei 4ha di vigneto specializzato, ad un altitudine media di 450m, nel quale 2 parcelle su 3 sono state reimpiantati nel 1999 a sangiovese e ad altre varietà autoctone a bacca rossa. La gestione è biodinamica e determina espressione di “vini puri”.

Il vino degustato è stato prodotto con una selezione vendemmiale a mano dai diversi vigneti a ritorchino verso sud di uve sangiovese (95%) e canaiolo (5%).
Le uve sono fermentate in tini in acciaio inox per 3 settimane a temperatura controllata senza aggiunta di lieviti.
Il periodo di maturazione è stato di 18 mesi in botti di rovere di slavonia da 30hl nella loro piccola ma moderna cantina.

Un chianti classico dotato di grande tipicità.
Dal colore rubino trasparente.
Al naso profumi notevoli: fiori freschi, ciliegia, frutta rossa non marmellatosa. Speziatura nobile, spezie orientali. Un lieve sentore vegetale.
Elegante al gusto, pulito e con forte persistenza di sale e pepe in bocca.
Vino adatto ad accompagnare sia legumi che carni bianche. perfetto per i sapori dolci come un piatto di pasta e fagioli con le cozze.

Fra la prima e l’ultima degustazione recensite, non posso non fare una breve citazione del vino e del produttore scoperti personalmente, visitati e recensiti nel blog l’anno scorso. Eccellenti le promesse del Vino Atto a Chianti Classico Ris. 2007 di Monteraponi del giovane produttore Michele Braganti, vino che uscirà sul mercato fra due anni.

(Scatti fatti ad Ottobre 2008 durante la visita nell'azienda Monteraponi)






















Infine la settima degustazione.

Cepparello 1995 – Isole e Olena
Che promesse al solo veder versare e che risultati poi al bere il Cepparello …(Ser Ciappelletto per il Boccaccio).

Paolo De Marchi, di origini piemontesi, nel 1976 prese le redini dell’azienda Isole e Olena acquistata dal padre in toscana presso i due borghi semi-abbandonati nel comune di Barberino Val d’Elsa, borghi cominciati a riabitare di recente.

Circa 10 anni dopo cominciò la produzione del Cepparello con il 100% di sangiovese da selezione vendemmiale delle migliori vigne della proprietà, ripiantate fra il 1968/1987, attorno ai 400mt di altitudine media.

E il Cepparello fu uno dei primi Supertuscan che, condivisibili o meno i loro giudizi, Winespectator pone nel 1999 terzo classificato dei vini nel mondo, primo fra gli italiani. (ndr tratto da Il Buon Bere - La Stampa)

Il 1995 è stato vendemmiato la 3° settimana di ottobre, le uve selezionate hanno poi maturato per 18 mesi in barrique di rovere, 1/3 nuove, 1/3 di 1 anno e 1/3 di 2 anni.

Grande fascino. Dal colore granato ti invadono subito profumi inebrianti.
Il naso è davvero complesso. Abbraccia tutto il sangiovese, agrumi amari, amarene sotto spirito, note floreali nonostante 14 anni! per passare poi ovviamente a diverse note terziarie di humus, note di mentolo, spezie, sottobosco, liquirizia, china, corteccia.

Al palato è caldo e vigoroso. Avvolgente, straordinario, fine e compatto, con un tannino perfetto ed una persistenza gusto-olfattiva incredibilie, lunghissima, con sensazioni di cuoio, di liquerizia e di radici.

Di questo calice, durante la degustazione, ovviamente nessuno ne ha fatto avanzare una goccia!