22 luglio 2008

Pietramarina 2005 e il tordo Matto

Vitigni: Carricante 100%
Titolo Alcol.: 12,5%
Giudizio:

Nasce da un territorio particolare ed è frutto di un vitigno autoctono, il Carricante, coltivato esclusivamente sull’Etna. E’ una varietà estremamente tardiva (seconda-terza decade di ottobre) con un contenuto di acidità totale moto elevato, allevata ad alberello su terreni sabbioso-vulcanici, in parte su piede franco, nel versante est dell'Etna presso Caselle, ad un’altitudine di circa 1000 metri SLM.

Alla vista si presenta con un colore giallo paglierino molto trasparente impreziosito da riflessi dorati. Al naso il suo ventaglio olfattivo è intenso e ampio ed esprime aromi puliti e raffinati, spaziando da un’insistente nota minerale di sfondo, a fiori di campo, seguiti da aromi fruttati di ananas e d’agrumi. Al palato ha una buona corrispondenza con il naso, un attacco fresco e la sua beva è trascinante grazie alla sapidità minerale e ad un importante acidità. Il finale è decisamente persistente con retrogusto ammandorlato.

Azienda Vinicola Benanti

L’ho bevuto ieri per accompagnare un eccellente pranzo nel ristorate di uno dei giovani chef emergenti d’Europa, Adriano Baldassarre: Il Tordo Matto a Zagarolo.

Adriano Baldassarre, ha iniziato la sua esperienza accanto ad Antonello Colonna a Labico, ha quindi proseguito allo Zafferano e alla Locanda Locatelli a Londra.
Circa un paio di anni fà ha quindi aperto il Tordo Matto, un delizioso, piccolo ristorante a conduzione familiare, nel centro storico di Zagarolo, ricavato in un antico forno.
Consiglio sempre la prenotazione per il numero limitato di coperti disponibili che contraddistinguono il locale e lo rendono tranquillo e piacevole anche in serate come a S. Valentino (altra occasione in cui l’ho frequentato), ed eravamo in 14 a riempire completamente il delizioso ristorante.

La sua cucina è caratterizzata da una particolare attenzione alla qualità delle materie prime, e dalla creatività, pur nel rispetto dei sapori e degli equilibri delle tradizionali ricette regionali
Per apprezzarla vale la pena provare:
Polpette di coda alla vaccinara
Cappuccino di baccalà (un must da non perdere!)
Cannolo croccante di burrata, trota e scalogno caramellato
Risotto di midollo, calamari e limone candito
Lavorando sulla carbonara
(un raviolo ripiedo di uovo
E per dolce…. pera e cioccolato.. a dir poco eccezionale!
Il servizio in sala è eccellente e ti fa sentire estremamente a tuo agio come fossi a casa tua

7 luglio 2008

Rancia 2004 e La Solita Zuppa

Ieri è stata una giornata da sogno
Ho lavorato. Di domenica. E da sogno la definisci??!? direte voi…
Ebbene sì perché sono stato pagato per quello che è il mio sogno lavorativo (vedi Nota Autore alto destra): fare fotografie.

La casa editrice inglese Blue Guide mi ha chiesto di fare una foto ad un opera del 1500 nel duomo di Chiusi per pubblicarla nella guida BlueGuideTuscany che uscirà in Ottobre (anche questa è una mia foto, ndr).


Visto che ero in Toscana ho poi pensato, cosa ci sarebbe stato di meglio che ribaltare l’incasso della giornata lavorativa fermandosi a mangiare presso la pluripremiata (da Osterie d’Italia - Ed. Slow Food) osteria del luogo La Solita Zuppa accompagnando l’ottimo pranzo con un fantastico Fèlsina Chianti Classico Riserva Rancia 2004

Nulla! Questa si che è vita da sogno… fare un lavoro che piace e bere un vino che piace altrettanto!

Fattoria di Fèlsina è una proprietà con un lungo passato ma è grazie all’intraprendenza di Domenico Poggiali, imprenditore ravennate, che ha acquistato Fèlsina nel 1966 e alla valorizzazione realizzata con il magistrale lavoro del genero Giuseppe Mazzacolin e la consulenza di Franco Bernabei che Fèlsina è divenuta una delle aziende vitivinicole di più alta qualità nel Chianti.
Nel suo complesso la Fattoria si sviluppa su un’estensione di 485 Ha di cui 87 consacrati alla vigna, alla media di 380m s.l.m.(da 350 a 420 mt).

Tornando al lontano passato, Fèlsina rivela storie affascinanti. Già presente nel XII secolo, in questa proprietà, o Grancia (da cui “Rancia”), sorgevano una volta, lungo la strada, un insieme di edifici di accoglienza gestiti da monaci benedettini che si occupavano delle necessità dei pellegrini malati e sfiniti che passavano per la strada de rancia. Monaci che per gestire le proprie produzioni agricole e i propri bilanci economici lavoravano in associazione ad uno dei maggiori complessi ospedalieri dell’Europa di quel periodo storico: il vicino ospedale di Santa Maria della Scala a Siena.

La Fattoria di Felsina, si trova nella Toscana centrale, tra la dorsale appenninica ed il Mar Tirreno, nel margine sud-orientale della zona di produzione del Chianti Classico, subito sopra Castelnuovo Berardenga, a pochi km da Siena, le cui mura medioevali sono facilmente visibili dai vigneti di Fèlsina.
E’ situata in pratica tra le ultime propaggini dei monti del Chianti e la parte iniziale della valle dell’Ombrone dove una strada antica segna il confine amministrativo e geologico fra il Chianti Classico da una parte, e le Crete Senesi dall’altra. Per questo motivo e da questa situazione Fèlsina trae la sua identità, l’identità di una “terra di frontiera”.


I suoi terreni sono infatti estremamente eterogenei: di natura calcareo-petrosa (alberese) con predominanza di marna nelle zone del Chianti; oppure composti da arenarie e argilla, con terre sabbiose mescolate a sedimenti marini ricchi di minerali, nella zone delle Crete
I vigneti sono orientati quasi interamente a sud sud-ovest, posti su declivi ventilati e durante le abituali siccità estive la calda e asciutta influenza del Tirreno favorisce una maturazione completa e uniforme delle uve. I vitigni - aventi una resa per Ha è sempre inferiore al disciplinare di produzione - sono della varietà Sangiovese, originaria del Chianti Classico, con bassa produttività e un alto livello di sostanze estrattive della buccia. E’ costante la salvaguardia e la valorizzazione del Sangiovese di Fèlsina tanto da poter indicare questi vigneti come veri e propri “crus”.

Strada Chiantigiana 484, Castelnuovo Berardenga
Tel: +39 057 735 5117
Fax: +39 057 735 5651
Internet:
www.felsina.it

Nel Comune di Castelnuovo Berardenga, a NE di Siena, ad un’altitudine di 400 m, bene esposto a Sud, una superficie di circa 6 ettari di vigneto , lavorato a guyoy con 5400 ceppi per ha e una resa non superiore ai 45 hl/l, è dedicata alla produzione del Fèlsina Chianti Classico Riserva Rancia. Il terreno è macigno di arenarie quarzose, sabbie stratificate, alberese misto a pillola alluvionale con la presenza di Galestro sulla parte più alta. La raccolta avviene manualmente e la vinificazione prevede una macerazione 12/15 giorni con follature automatiche programmate giornalmente. La svinatura avviene quasi a fine fermentazione a cui segue a Marzo/Aprile il passaggio in botti di rovere di piccola e media capacità per circa 12/18 mesi di maturazione.


Vitigni: Sangiovese 100% - Titolo Alcol.: 13,5% - (28€) - Giudizio:

E’ un vino eccellente che rispecchia in pieno la tipicità di queste zone, in poche parole, un vino da non farsi scappare, perché non solo lo si può definire come uno dei cavalli di battaglia della produzione Fèlsina, ma anche come uno dei migliori Chianti Classici prodotti in tutta la Toscana.
Il 2004 peraltro è stata anche una grande annata e nonostante sia appena pronto, con un bouquet appena all'inizio della sua espansione, già promette un grande futuro, impressionando per la sua ricchezza olfattiva e per la persistenza al gusto.

Ha un colore rubino profondo, brillante e consistente. Al naso intenso ed elegante. Aprono subito profumi fruttati preponderanti di amarena e ciliegie sotto spirito, accompagnate da viola, accenni di liquirizia, una leggera cannella, cuoio, pepe nero e decise note balsamiche e la netta mineralità dell’humus, del sottobosco a rappresentare il terreno che si respira attraverso il vino.

Al palato è imperioso, potente, morbido e avvolgente con le note di frutta e di terra che coprono l’alcol, che quasi non si sente, e i tannini, sono si presenti, ma per nulla scontrosi, come ci si attenderebbe da un sangiovese ancora giovane. Una PAI lunghissima con retrogusto olfattivo di liquirizia, cuoio, frutti rossi e spezie. E’ in definitiva un vino tendente all'equilibrio, di qualità quasi eccellente.
Con carni rosse, sia arrosto sia brasate o in umido, agnello, cacciagione di pelo e altri piatti saporiti.

3 luglio 2008

INAMA - Soave DOC Classico Superiore Vigneto Du Lot 2005

Alla serata di fine stagione con il mio gruppo di amici corsisti, prima di chiudere il giorno successivo alla festa dell'AIS all'Hilton di Roma, ho scelto di portare questo bianco pluri-premiato.

Vitigni: Garganega 100%
Titolo Alcol.: 13,5% - (18€)
Giudizio:

Cinque grappoli, tre bicchieri e cinque bottiglie.

Quest’anno il SOAVE CLASSICO VIGNETO DU LOT 2005 si è aggiudicato, rispettivamente da parte di Duemilavini, Gambero Rosso e l'Espresso, il più alto riconoscimento.
E il DU LOT 2005 è indubbiamente un vino eccellente oltre che senz’altro particolare.

E’ prodotto con il 100% d’uva Garganega proveniente da un singolo vigneto di nuova concezione e di recente messa a dimora, il cui nome deriva da un vecchio portainnesto ( Rupestris du Lot ) sul quale sono state innestate le viti, situato sul Monte Foscarino a 200 s.l.m.
Il Monte Foscarino si trova nell'unico sistema interamente vulcanico dell’Italia settentrionale, l'area del Soave Classico. Questo terreno basalto-lavico conferisce all'uva profumi unici, note aromatiche particolari accanto ai classici profumi floreali, conferendole inoltre caratteristiche di potenza, persistenza dell'aroma, e unicità del bouquet. La superficie vitata di 2 ha è esposta a S-SO con un sistema d’allevamento di guyot e pergola e densità è di 1.000 piante per ettaro.

Anche la vinificazione ha le sue caratteristiche tipiche che la contraddistinguono in quanto dopo la vendemmia manuale, che avviene di solito con le uve surmature, l'uva viene diraspata e subisce una breve macerazione pellicolare di circa 4-8 ore. In seguito avviene una stabulazione del mosto a freddo per circa 36 ore prima di far partire la fermentazione alcolica. Sia questa che la successiva fermentazione malolattica avvengono in barrique nuove. Quindi il vino rimane sui lieviti per circa 8 mesi non subendo alcun tipo di travaso ma solo esclusivamente batonnage ogni 6 settimane. Non è utilizzato nessun agente per collaggio o chiarifica prima dell'imbottigliamento ma solamente sgrossatura e imbottigliamento. Dopo essere stato imbottigliato il vino riposa infine alcuni mesi in cantina prima di essere messo in commercio.

Il risultato di questo particolare processo è un vino dal colore giallo paglierino intenso con toni dorati, cristallino e molto luminoso. Naso intrigante e complesso. Si percepisce l'apporto del legno che non cela per niente però le note di miele, i profumi dolci di frutta esotica, di banana, gli aromi di nocciola, frutta candita, camomilla. Note di fiori di campo, di resine e minerali.
Al gusto è subito ampio e pieno, morbido. Bilanciato dalla giusta acidità, ricordi di frutta matura nella retrolfattiva e in chiusura toni di mandorla ad accompagnare il lungo finale.

Inama Giuseppe
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