9 agosto 2009

L'Oste della Bon' Ora

Ieri ho chiuso una settimana di bagordi durante la quale ho festeggiato il compleanno - strano davvero, non sono abituato - con un eccellente pranzo in un ottimo ristornate.

L’ho personalmente scoperto nel forum del GR che leggo, e del quale mi sono poi letto la recensione su una delle guide dei ristoranti di Roma che ritengo più affidabili, Roma nel Piatto 2009.

Mi riferisco a L'Oste della Bon'Ora a Grottaferrata di Massimo e Maria Luisa.
Come accennavo, ne avevo sentito parlare e alla grande. Di persona ho constatato che le voci erano fondate. E davvero!

Massimo, l’Oste, è una persona affabile e simpatica, che ti accoglie con estrema cortesia in un ambiente molto confortevole, con sale ben arredate e pochi tavoli ben distanziati l’uno dall’altro. (ed un bagno pulito e accogliente!)

Ma non ti accoglie soltanto. Ti segue durante l’intero pranzo con estremo calore, senza invadenza e dimostrando un’estrema competenza, non solo peraltro nell’ambito culinario, dove si nota subito come conosce la materia dalla teoria alla pratica, ma dispensandoti anche storie che hanno origine dalla sua cultura o raccontandoti diverse esperienze nei ristoranti-gourmet in giro per il mondo, mentre in sottofondo girano i dischi di vinile degli anni ‘60/’70 che il giovane figlio colleziona.

Per accompagnare il pranzo ho scelto un Lagrein 2005 di Popphof, un vigneron AltoAtesino che se riesco andrò a degustare nuovamente assieme ad altri vigneron nella manifestazione 10° Vinea Tirolensis che si terrà a Bolzano il 31/8, visto che in quel periodo sarò in vacanza a Madonna di Campiglio.

Per antipasto abbiamo aperto il pranzo con il carcotto = carpaccio-cotto e vale a dire una punta di petto di vitello cotta al tegame, molto delicata e davvero gustosa, su di un letto d’erbe e aromatizzata con aceto balsamico, davvero gustoso, e con un millefoglie di melanzane grigliate, pomodoro, mozzarella e basilico. Notevole.

Per primo abbiamo quindi ordinato una lasagnetta ai fiori di zucca, buona, la fantastica matriciana in cornucopia (scontato fosse con guanciale…) ed io ho preso i ravioli ripieni di ricotta alla carbonara. Tutti primi piatti davvero gustosi, sono indeciso se mettere 1° sul podio la matriciana o i ravioli.

Per secondo un paio di contorni, ed il sottoscritto mangione ha goduto dell’ottima guancia di vitello "Veronelli" alla picchiapò, affogata quindi in pomodoro e cipolla. Guancia morbidissima & I love Picchiapò!

Abbiamo infine chiuso per dolce con la Crema Marialuisa, famosa tanto quanto buona, e la Charlotte di Mele che ci ha sorpreso per la sua bontà/leggerezza pur essendo un dolce sfornato bollente, accompagnati dal Passito di Pantelleria Ben Rye

Tornerò sicuramente dall’Oste perché il pranzo è stato davvero gustoso, con una cucina buona e accurata, e soprattutto con un ottimo rapporto qualità/prezzo.

Un piccolo appunto potrebbe essere in partenza il leggero disequilibrio che si nota fra l’eccellente menù (vi sono anche 5 menù degustazione, di cui uno per vegetariani) e la carta dei vini, valida ma meno ampia e verticale di quanto ti attenderesti.

E’ però una carta dei vini straordinaria per l'onestà dei ricarichi, tant’è che il prezzo d’acquisto l’Oste lo riporta, e altra insuperabile e lodevole particolarità di questo ristorante e che ti puoi portare il vino da casa senza aggiunta nel conto, come si usa fare in Australia dove in molti locali c’è la sigla BYO: “bring your own” ossia “porta il tuo”.

Massimo è un passo avanti rispetto ad altri ristoratori in Italia. A presto!