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Oggi non bevo...

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... faccio 1 giorno di pausa... dopo il lauto pranzo di ieri fra amici accompagnato da "discrete" bottiglie. Avevamo deciso di schierare un 4-3-3. Le 4 bollicine in difesa erano: Champagne Dufour 1991 Champagne Dom Perignon 2003 Riserva del Fondatore 2000 - Giulio Ferrari Champagne Flour de Passion 2004 - Diebolt Vallois A centro-pranzo i 3 bianchi... Bourgogne Blanc 2005 - Voguet Mersault Le Tesson 2003 - Fichet  Puligny Montrachet Les Referts 2008 - Fichet  Breg 1995 - Gravner  In attacco rossi... Cerasuolo 2005 - Valentini Barbaresco Bricco Asili 2001 - Ceretto Ornellaia 2000 - Tenuta Ornellaia   Ecco la formazione a fine partita per la foto di gruppo Dalla panchina, per accompagnare un bel babà napoletano e un ottima torta ricotta e visciole presa dal forno Boccioni al ghetto, lo Spatlese 2008 - Schloss Lieser A presto per la prossima partita.

Barbacarlo 2006 - Lino Maga

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Qualche sera fa, rimasto in ufficio sino a tarda ora, all’ultimo momento ho deciso di andare a cena alla Gatta Mangiona . Solitamente da loro per accompagnare la pizza scelgo una delle ottime birre artigianali che offrono. Ma questa volta, leggendo la carta dei vini, ho trovato un vino “chicca” che non mi sono lasciato scappare. Barbacarlo 2006 di Lino Maga , l’ultima bottiglia che avevano in cantina. Dai vitigni autoctoni di Croatina, Uva Rara e Vespolina, è di un colore rubino, molto compatto, con belle note agrumate, di violetta, spruzzi balsamici e piccoli accenni terziari. In bocca un piccolissimo residuo zuccherino, una bell'acidità e una lunghissima persistenza. Rispetto alle attese niente carbonica. Un grandissimo vino non filtrato e lasciato fermentare in grandi botti sino alla primavera successiva alla vendemmia, quando viene imbottigliato scrivendo in etichetta “ non agitare la bottiglia prima di stapparla ”. Una volta scoperto non te lo lascerai più scappare… pronto a...

Gran Reserva 1996 - Marqués de Arienzo - Rioja

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Uno degli altri vini aperti la serata di Capodanno era il 100% Tempranillo di Marques de Arienzo della Rioja . L’avevo preso dal produttore quando nel 2005, durante l’estate, avevo fatto un tour nel nord della Spagna. Da Barcellona a Santiago De Compostela e ritorno, passando per Salamanca toccando, appunto, La Rioja. Un Gran Reserva 1996 per accompagnare lenticchie e cotechino. Si temeva prevaricasse il piatto, ma dopo aver affinato alcuni anni in cantina il vino, dal bel corpo ed una bella personalità, era ben equilibrato e si è abbinato discretamente. Era di un bel colore scuro, un granato intenso, con al naso intriganti profumi di frutti rossi maturi, amarena, ciliegie sottospirito, e note terziarie di cioccolato fondente, liquerizia amara, resina; il tutto accompagnato da spezie e piccoli spruzzi di vaniglia. I tannini erano eleganti e sorprendeva la bell’acidità in bocca. Molto sapido e con una buona persistenza. Soddisfatti. Peccato aver girato La Rioja quando ancora non avevo...

Gran Cru Classe Margaux 2000 - Château Prieuré-Lichine

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Dopo il Cuvèe 734 di Jaquesson il mio pranzo del primo dell'anno è continuato abbinato al vino francese. Dallo Champagne ci siamo spostati a Bordeaux per il Gran Cru Classe Margaux 2000 di Château Prieuré-Lichine . Storicamente, la coltivazione delle vigne dell’attuale Château fu inizialmente portata avanti dai monaci benedettini che utilizzavano l’uva per le cene o leloro cerimonie religiose. Nel 1789, dopo la rivoluzione francese, la proprietà fu sequestrata e poi venduta ai diversi Château circostanti - tra i quali il famoso Château Palmer - ed in piccola parte fu acquistata da Monsieur Pagès . Nel tempo la proprietà è cambiata diverse volte portando di conseguenza anche alla trasformazione del nome, da La Prieuré a Prieuré-Cantenac , per diventare alla fine Prieuré-Lichine quando, nel 1951, Alexis Lichine acquistò gli allora 11 ha di vigneto. Ad oggi gli ettari sono circa 70, sparsi tutti nel comune di Margaux. La maggior parte locati a nord di Cantenac, su uno dei crinal...

Taber riserva 2004 - Cantina Bolzano

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A volte le cantine sociali non sono una garanzia per vini buoni. Non è così soprattutto in Alto Adige . Il termine buono è infatti sminuente quando bevi un Taber di Cantine Bolzano , l’azienda nata nel 2001 dall’unione di Cantina Gries e Cantina Santa Maddalena. E’ dai vigneti a Gries a 250mt slm, su terreno argilloso e ad esposizione costante al sole, che prende vita il vitigno autoctono lagrein da cui se l’annata lo permette nasce il Taber Riserva . A Santa Maddalena si concentrano invece sulla schiava, grazie anche al terreno sabbioso del versante del Renon, a est rispetto a Bolzano. Il Lagrein per il Taber viene vendemmiato molto tardi, metà ottobre, e dopo la vinificazione passa 1 anno in barrique di 1 e 2 passaggio per finire poi 6 mesi in bottiglia prima di uscire sul mercato. Il 2004 bevuto ieri era eccezionale. Dal bel granato impenetrabile, un naso ampio con frutti di bosco scuri, liquirizia, note balsamiche, accompagnati da humus, tabacco e spezie. Anche in bocca ottima stru...

Sabbie di Sopra il Bosco 2008 – Nanni Copè

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Nella carta dei vini di Roscioli c'è solo l'imbarazzo della scelta. Vini incredibili e, in d iversi casi, non per tutti i portafogli. Comprende però anche ottimi vini con un bel rapporto qualità/prezzo ( ... che accompagnano egregiamente la bella Matriciana, ndr ). Fra questi non bisogna farsi mancare il vino del " Giornalista del Vino " Giovanni Ascione . Per questo vino, a mio avviso, il rapporto Q/P è decisamente a favore della qualità. Sabbie di Sopra il Bosco è un pallagrello nero (quasi 100%) dal bel rubino acceso. Bella frutta rossa, mirtillo e “mon cheri”. Accompagnate da note di viola e spezie dolci, cannella soprattutto. In bocca è freschissimo, con una bella acidità e tannini incredibilmente morbidi. La persistenza è lunghissima. Ti fa sempre venir voglia di riberne un altro sorso.

Don Anselmo 1999 - Paternoster

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Un pranzo fra amici accompagnato da un monumento! Aglianico coltivato su impianti ad alberello di età avanzata e rese bassissime, a 600mt slm nelle brulle colline del Vulture nel comune di Barile. Fermentazione in acciaio per 15 gg. a 25/28° con rimontaggi e follature, la maturazione avviene 50%/50% in barrique e botti grandi di Slavonia. Un vino d’incredibile eleganza. Dal colore granato netto, E’ ampio al naso, con note minerali di pietra vulcanica, cenere, fiori appassiti, frutta rossa sotto spirito, spruzzi di cioccolato amaro, caffè e cuoio. In bocca è fresco con un incredibile sapidità ed un bel tannino. Finale a crescere. Chapeau! a Paternoste r

Sassicaia 1999 - Tenuta San Guido

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P er un cena importante, sabato ho tirato su dalla cantina un Sassicaia 1999 . In una verticale di qualche tempo fa ricordo di aver bevuto annate che preferisco (1998 – 2004), ma è IL vino che rispecchia appieno il terroir di Bolgheri (solito blendCabernet Sauvignon all’85% e Cabernet Franc al 15%) e, sempre e comunque, per ogni annata, ti regala grandi emozioni. Il ‘99 è davvero elegante . Dal un bellissimo colore granato acceso, al naso in prevalenza ha profumi terziari, di spezie fini, pepe nero, tabacco, cioccolato, note balsamiche e liquerizia. Il tutto accompagnato da note di frutti di bosco. In bocca si mastica. Ottima acidità e tannini finissimi, ha una bella persistenza con l’uscire di belle note di frutta matura e spezie. Un vino perfetto da bere in serate particolari.