29 gennaio 2013

Lino Maga e IL Barbacarlo

Una lezione anomala l'ultima che ho fatto al corso Terroir di Armando Castagno all’AIS Roma.

Una lezione memorabile!

A differenza delle precedenti su Trebbiano e Schiava, questa volta il tempo dedicato alla verticale è stato ben più ampio rispetto a quello in cui abbiamo affrontato il tema territorio. 

E dico menomale :-)

Riporto comunque qualche informazione anche sul disciplinare.
Il territorio dell’Oltrepò Pavese appartiene amministrativamente alla Provincia di Pavia.
E’ prevalentemente collinare nella fascia pre-Appennina, incuneato fra Piemonte, Liguria ed Emilia, a metà strada in pratica fra Milano e il mare.

Il panorama è ondulato con valli che vanno da nord a sud (simile alla zona di Dolceacqua) solcate da quattro affluenti di destra del Po. 
Da ovest verso est il fiume Staffora, che attraversa la città di Voghera, il torrente Coppa, che attraversa Casteggio, il torrente Scuropasso, che lambisce Broni, e il torrente Versa. 
Da loro prendono il nome le valli corrispondenti (Valle Staffora, Val Coppa, Valle Scuropasso e Val Versa).
Il suolo dell’Oltrepò presenta formazioni varie, riconducibili a diverse ere geologiche.
La fascia pianeggiante costiera del Po è prevalentemente di tipo alluvionale, mentre la prima fascia collinare risale all’era Terziaria. 
Sono riconducibili invece al Cenozoico e al Mesozoico le zone montagna e di piena collina.
I materiali principali sono: marne, calcari arenacei, gessi, e così come sabbia e argille.

Il clima è mediamente temperato, con eventuali escursioni termiche elevate. Le piogge, di media entità, sono soprattutto concentrate in autunno e primavera.
Dal punto di vista enologico l’Oltrepò Pavese trova le sue radici già nel secolo scorso in un territorio ben ridotto rispetto alla zona “geografica” dell’OP. 
Sono i comuni di Broni, Stradella, Casteggio e Varzi quelli con il territorio più vocato per la viticultura e, a oggi, la zona è un vero e proprio patchwork intricato, con alcune - poche - situazioni straordinarie e mai sfruttate in maniera opportuna dai viticultori. 

In linea generale, è un territorio farraginoso a livello di consorzio e con un disciplinare che ha poca ratio.

Dal punto di vista vitivinicolo sono previste be 36 diverse tipologie di vino. Dai bianchi, ai rossi, agli spumanti. Puntando prevalentemente sul cruase, i rielsing e i pinot neri, (vitigni tutt’altro che autoctoni), la produzione è suddivisa in:
- 1 Docg (Oltrepò Pavese Metodo Classico);
- 7 Doc (Bonarda dell'Oltrepò Pavese, Buttafuoco dell'Oltrepò Pavese, Casteggio, Oltrepò Pavese, Oltrepò Pavese Pinot grigio, Pinot nero dell'Oltrepò Pavese e Sangue di Giuda dell'Oltrepò Pavese);
- 1 Igt (Provincia di Pavia).

Entriamo ora più nel merito del protagonista della serata: Lino Maga e il suo Barbacarlo.
I vitigni principali per il suo vino sono
La Barbera: un 5% che conferisce acidità. Un’uva che soffre molto l’oidio ed è quindi di solito esposta nelle vigne a sud/ovest e non verso est dove sorge il sole, e l’umidità della bruma di prima mattina agevolerebbe la venuta del parassita.
La Croatina: un 50% per dare struttura, con particolare attenzione al suo tannino solitamente piuttosto sgarbato
L’Ughetta: un 20% per dare aromaticità
L’ Uva rara: (biotipo quasi scomparso): un 25%
 
Il Commendator Maga in cantina non interviene, usa esclusivamente il meta-bisolfito … ma lo mette “fuori” della botte per foderarla  contro i moscerini :-D

Nelle sue botti – ognuna delle quali dedicata ad una persona - la fermentazione non è sicuro che arriverà a termine, e la rifermentazione a volte riparte in bottiglia con il conseguente residuo zuccherino che secondo l’annata farà il vino secco o dolce, fermo o frizzante.
Diversità da annata ad annata che rispecchia in pieno lo stile di Maga che afferma: “Perché quando un vino è sempre uguale ci si ostina a mettere l’annata in etichetta? Nessun vino può essere uguale a se stesso“.
 
Su ogni etichetta del Barbacarlo., oltre che la mappa delle vigne, trovate riportati tutti i dati “tecnici”. 
Per esempio nella 2006 troverete scritto:
Zuccheri ridotti = 1,68 g%
Complessivo = 14,47
Acidità totale = 5,69 g%
PH = 3,38 upH
Acidità volatile = 0,73 g%
SO2 Totale = 49,2 mg/l

Informazioni anche sempre presenti nell’opuscolo sul collo della bottiglia.
Veniamo alla verticale che ci siamo “goduti”.

2011 - Gentile al naso, con glicine, chiodi di garofano, pepe e timo. Secco in bocca con un bel tannino.  Essenziale e grande.

2010 – Grande annata! Esplosione di profumi al naso, con sottobosco, cacao, pepe e curry. In bocca è ricco e generoso con il ritorno alcolico nel finale. Una grande struttura, è ancora un po’ indietro nell’equilibrio e deve ancora crescere, ma sarà molto longevo.  Bisogna berlo guardando avanti… evolverà come la 1990. 
2006: Colore scuro.  Al naso cuoio, castagna, sentori autunnali, di terra. Fiori appassiti, fungo e tartufo. All’attacco in bocca una punta dolce dovuta al residuo zuccherino ben presente. Succoso, ben bilanciato e con un finale aromatico. Mi è piaciuto moltissimo.

2003: Sherry al naso. Tostato. Un LPV delicatissimo bevendolo. 15,3°. Fantastico a fine pasto da abbinare a un dolce al cioccolato. (la Commissione di Degustazione Vini Doc e Docg bocciò questo vino con un residuo zuccherino troppo alto. 12.5°/l. Maga inviò le bottiglie a Veronelli -  suo grande amico - che lo premiò come vino SOLE attribuito ai 20 vini che più hanno emozionato nel corso degli assaggi dell'anno. L’ultimo SOLE di Veronelli)

1997: Sicuramente avanti nel tempo. Pomodoro secco, zolfo, cipria, metano, vinile. In bocca più bevibile e dritto.
1990: Un vino rigoroso, asciutto. Nebbioleggiante come pochi altri. Note di humus, di sottobosco, tartufo, cioccolato bianco, eucalipto, arancia amara e pepe bianco. In bocca è austero, complesso, con incredibile acidità e una bella beva.  Grande stoffa.
1983: Grandissima e goduriosa. Ancora un bel rubino acceso. Naso di radici, fiori essiccati, spezie, cuoio e frutta disidrata. Poi liquirizia, china, cenere ed erbe officinali. Cambia in ogni momento. Bocca succosissima e lunga, con bell’acidità che bilancia il residuo zuccherino. Sfavillante. 
Il mio Barbacarlo preferito. Forse fra i vini rossi che più mi hanno emozionato.

1982: tappo

1969: Eterna. Punto e basta! Non sarei in gradi di descriverla rispetto alle emozioni che ha trasmesso. 





Il mio vino non segue le regole del mercato ma quelle del tempo e dell’esperienza, è succo d’uva della terra, del luogo che lo ha partorito,  per la gente che ama ancora il sapore della terra…
Lino Maga

(le foto con sovraimpressi i miei link sono state scattate al corso, le altre  sono state scaricate da google image) 

22 gennaio 2013

Serata Loira con il TDC

Giusto qualche foto per ricordare la bella serata TDC fatta ieri alla Gatta Mangiona sul tema Loira:

Queste le bottiglie bevute

Vouvray Brut - VINCENTE CAREME
Mouscadet Gorgeois 2001- BREGON
Saumur Blanc Breze 2001 - CLOS ROUGEARD
Savennieres -Coulee de Serrant 1989 - NICOLAS JOLY
Montlouis 2000 - FRANCOIS CHIDANE
L'Insolite 2009 - THIERRY GERMAIN
Vouvray sec Clos Naudin  1998 - PHILIPPE FOREAU
Anjou Clos des Rouliers 2007 - RICHARD  LEROY - 
Sancerre Clos de la Neore 1995 - EDMOND  VATAN 
Sancerre Grand Cote Special Cuvee 2001 - PASCAL  COTAT
Sancerre Monts Damnes 2000 - FRANCOIS  COTAT
Sancerre Generation XIX 2000 - ALPHONSE  MELLOT
SancerreLes Romains 2006 - DOMAINE VACHERON






21 gennaio 2013

VINI E VIGNAIOLI DI TOSCANA, ROMA, 26-27.1.2013

Ci siamo quasi... meno 5 giorni all'evento "sangiovesepurosangue" Vini e Vignaioli di Toscana.

Copi&Incollo la lettera del presidente dell'Enoclub Siena:

Un saluto a tutti,
tra una settimana si svolgerà l'importante evento di Roma sul Sangiovese


In allegato trovate la versione pressochè definitiva del volantino. 
Evento costruito in tre mesi, ma ipotezzato già due anni fa e pensato durante tutto il 2012. 
Che ora trova forma, una location adatta (meno magniloquente del Boscolo, ma non meno centrale) e un giusto seguito da parte di appassionati ed operatori. 

Le "beghe" consortili sono saltate a piè pari, andando dritti al nucleo del ragionamento, che deve essere semplificato al massimo e così comunicato: abbiamo uno dei tre vitigni più importanti al mondo, adattatosi nei secoli in un territorio, quello toscano, vocatissimo. 

Tutto quello che è arrivato dopo è in più. 
Ritorniamo alla base, il Sangiovese è un vitigno di forza commovente e in Toscana può dare vini meravigliosi, dai molti vernacoli. 

A Roma scenderanno alcuni validi interpreti, portando con sè nuove e vecchie annate. 
Dentro quelle bottiglie c'è solo un unico grande messaggio. 
E' Sangiovese, è buono. Da solo o con gli altri autoctoni. 

L'evento non esaurisce l'argomento. Anzi, vuole essere solo uno spunto per ulteriori approfondimenti, un avvio. Molti altri produttori sono da scoprire, apprezzare, rispettare, quasi da adorare per il lavoro che svolgono. E penso soprattutto ai piccoli.

Ho imparato a conoscere i tribolamenti che stanno dietro ad una bottiglia di vino: la burocrazia, il tempo (in entrambe le accezioni), le risorse economiche limitate, la fatica fisica e le preoccupazioni. Ma anche una grande passione, quella che passa dalle mani del produttore al bicchiere dell'appassionato che beve. Mi piace generare incontri e scontri, generare possibilità di cambiamento. Perchè no, anche opportunità di sviluppo commerciale per i produttori. 

Ripartendo da Roma, ampliando ma non esaurendo il quadro dei produttori di Sangiovese Toscano, dopo le due manifestazioni monografiche su Montalcino del 2012 a Villa Aldobrandeschi e al Boscolo. 
Qualcosa è cambiato. 

Sangiovese Purosangue è un nome che comunica qualcosa che vogliamo sia importante.

Finito questo lungo ma imprescindibile cappello, vi riporto l'elenco ragionato delle aziende presenti e altre informazioni (programma, seminari, etc)


Sangiovese Purosangue:Vini e Vignaioli di Toscana

26-27 gennaio 2013

Exed Luxury Event - Piazza della Repubblica, 64-66 - 00185 Roma

http://www.sangiovesepurosangue.it/
www.exed.it/

L’Associazione Enoclub Siena ha avviato da almeno un anno la promozione specifica del Sangiovese su Roma (in futuro su altre grandi metropoli) con l’evento sul Rosso di Montalcino del 27-28 gennaio 2012 a Villa Aldobrandeschi, poi con l’evento sul Brunello di Montalcino al Boscolo Hotel, il 4-5 novembre 2012.

In questa ottica, ci pare coerente proporre adesso un evento che ponga in relazione le varie zone vocate, i terroir del Sangiovese Toscano, partendo dal nucleo del Chianti Classico ma indagando e confrontando fino a comprendere tutta la Toscana. Attraverso i banchi di assaggio e i seminari potremo valutare la diversa declinazione di quel territorio sul vitigno (in purezza o con l’apporto di altri autoctoni). 


Questo evento avrà ancora il marchio SANGIOVESE PUROSANGUE, da ora in poi usato per ogni occasione in cui si voglia dare un senso di appartenenza e unità, sotto il medesimo vitigno, ad un gruppo di produttori toscani di aree diverse.

Questi i produttori che hanno dato conferma certa, 37:

Sangiovese di Carmignano:
Fattoria di Bacchereto - Terre a Mano
Monti del Chianti e dintorni
Sangiovese di Radda in Chianti:
Barlettaio
Caparsa
Istine
L'Erta di Radda
Montevertine
Poggerino
Pruneto
Val delle Corti

Sangiovese di San Casciano Val di Pesa:
Villa del Cigliano

Sangiovese della Val D'Elsa:
Castello di Monsanto
Ormanni

Sangiovese di Lamole:
Podere Castellinuzza
Castellinuzza&Piuca
I Fabbri
Fattoria di Lamole

Sangiovese di Panzano:
Fontodi
Vecchie Terre di Montefili

Sangiovese di Castellina in Chianti:
Bibbiano
Castello La Leccia
Villa Rosa

Sangiovese di Monti in Chianti:
Badia a Coltibuono
San Giusto a Rentennano

Sangiovese di Castelnuovo Berardenga:
Felsina

Sangiovese di San Gimignano:
Il Colombaio di Santa Chiara

Sud Toscana

Sangiovese di Murlo:
Campriano

Sangiovese di Sarteano:
Palazzo di Piero

Sangiovese di Montalcino:
Col d'Orcia
Corte dei Venti
Fattoria del Pino
Il Marroneto
Loacker

Sangiovese di Montepulciano:
Le Casalte

Sangiovese di Cinigiano:
Campinuovi

Sangiovese dell'Amiata:
Castello di Potentino

Sangiovese di Montiano:
Montecivoli

Sangiovese di Scansano:
I Botri di Ghiaccioforte
PROGRAMMA


Sabato 26 gennaio 2013
ore 10.30 Apertura dei banchi di assaggio
ore 15.00 Seminario-degustazione sulla Viticoltura Sostenibile nel Centro Toscana. Con Ruggero Mazzilli, agronomo
ore 17.30 Seminario, a cura di Davide Bonucci. Degustazione orizzontale sulle zone del Sangiovese toscano.
ore 20.00 Chiusura banchi di assaggio

Domenica 27 gennaio 2013
ore 10.30 Apertura dei banchi di assaggio
ore 15.00 Seminario sul Sangiovese, a cura di Davide Bonucci. Orizzontale parallela di grandi Sangiovese
ore 19.00 Chiusura banchi di assaggio

I seminari saranno tre. 

Stesso costo: 25 euro l'uno, 20 per i soci Enoclub Siena.

Sabato 26.1, ore 15. 

Seminario (con assaggi) sull'agricoltura integrata: il caso concreto del bio-distretto di Panzano e il lavoro sulle altre zone chiantigiane. Con Ruggero Mazzilli, Tommaso Paglione di Vecchie Terre di Montefili, Martino Manetti di Montevertine, Roberto Stucchi di Badia a Coltibuono, Luca Martini di Cigala di San Giusto a Rentennano, Susanna Grassi de I Fabbri.
Sabato 26.1, ore 17.30. 
Degustazione orizzontale comparata sulle zone del Sangiovese. Valuteremo le molte espressioni territoriali del Sangiovese Toscano, nell'importante annata 2006. A cura di Davide Bonucci
Una selezione ampia tra le seguenti bottiglie:
Chianti Classico Riserva Villa del Cigliano 2006
Montevertine 2006
Chianti Classico Riserva Doccio a Matteo Caparsa 2006
Chianti Classico Riserva Bugialla Poggerino 2006
Chianti Classico Val delle Corti 2006
Chianti Classico Riserva Vecchie Terre di Montefili 2006
Chianti Classico Castellinuzza e Piuca 2006
Fabrizio Bianchi Castello di Monsanto 2006
Chianti Classico Montornello Bibbiano 2006
Chianti Classico Riserva Capannino Bibbiano 2006
Chianti Classico Castello La Leccia 2006
Chianti Classico Riserva Borro del Diavolo Fattoria Ormanni 2006
Chianti Classico Riserva Badia a Coltibuono 2006
Percarlo San Giusto a Rentennano 2006
Fontalloro Felsina 2006
Chianti Colli Senesi Riserva Campriano 2006
Brunello di Montalcino Riserva Corte dei Venti 2006
Brunello di Montalcino Col d'Orcia 2006
Brunello di Montalcino Il Marroneto 2006
Rosso di Montalcino Loacker 2006
Nobile di Montepulciano Quercetonda 2006
Sacromonte Castello di Potentino 2006
Vigna I Botri IGT I Botri di Ghiaccioforte 2006



Domenica 27 gennaio 2013
ore 15.00 Seminario sul Sangiovese, a cura di Davide Bonucci. Orizzontale parallela di grandi Sangiovese, 2001-2004
Pergole Torte Montevertine 2001 - 2004
Flaccianello Fontodi 2001 - 2004
Chianti Classico I Fabbri 2001 - 2004
Chianti Classico Riserva Il Poggio Monsanto 2001 - 2004
Fontalloro Felsina 2001 - 2004
Brunello Il Marroneto 2001 - 2004
Sacromonte Castello di Potentino 2001 - 2004
Un grande abbraccio
Davide Bonucci


Soci Enoclub e non, ci vediamo sabato!

14 gennaio 2013

TIME GOES BY - A timelapse journey in Rome



Lo so che centra poco con il vino ma non resisto a pubblicare anche qui il mio ultimo progetto.
Portato avanti in parallelo alle bevute ovviamente :-)


All'alba, al tramonto, di notte o durante il giorno, negli ultimi 4 mesi ho scattato oltre 25.000 foto "in timelapse"* per cercare di catturare e poi raccontare la vita che scorre nel tempo a Roma.

Vi sono di sicuro diverse cose da migliorare, ma per essere il primo progetto timelapse che faccio, sono abbastanza soddisfatto.  Anche considerando che per il montaggio non ho ancora un software appropriato e mi sono "accontentato" di iMovie.
Ora che l'ho finito, lo vedo solo come un inizio.

Questo è il primo dei due video che andrò a pubblicare.

Grazie per i vostri commenti o le vostre critiche costruttive.
E ' un piacere vedere apprezzato il proprio lavoro e trarne nuove ispirazioni.

Posti fotografati:
Campidoglio, Campo de' Fiori, Città del Vaticano, Eur, Fontana di Trevi, Foro e mercati Traianei, Garbatella, Gianicolo, Isola Tiberina, Mausoleo di Adriano, Monte Mario, Pantheon, Piazza del Popolo, Piazza Navona, Pincio, Piramide Cestia, Ponte Milvio, Porta Portese, San Lorenzo, Santa Maria Maggiore, Stazione Termini, Testaccio, Stazione Tiburtina, Teatro di Marcello, Trastevere, Trinità dei Monti, Vittoriano

Attrezzatura utilizzata:
Canon EOS 5D Mark II
Canon EOS 40D
Canon 17-40mm f/4
Canon 70-200mm f/3.5 IS
Tamron 80 f/2.8 Macro
Timer Canon TC-80N3
Treppiedi Manfrotto  190CXPro con testa Manfrotto 488RC2

Le mie foto anche su:
Web: www.andreafedericiphoto.com
Facebook : https://www.facebook.com/AndreaFedericiPhotography
Flickr: http://www.flickr.com/photos/andreafedericiphoto/
500px: http://500px.com/AndreaFederici
Twitter: https://twitter.com/Ilbeonefotograf
G+: https://plus.google.com/u/0/101832053372535369591/about

Contatti :
andreafedericiphoto@gmail.com
ilbeonefotografo@gmail.com
federici.andrea@virgilio.it

*: dall'inglese 'time': "tempo" e 'lapse': "intervallo". E' una tecnica di ripresa che consiste nel scattare una serie di fotografie in sequenza a intervalli di tempo regolari e non continui, montandole successivamente in modo continuo ottenendo un filmato.

7 gennaio 2013

Sangiovesepurosangue: il programma


Il programma:

Sabato 26 gennaio 2013

ore 10.30 Apertura dei banchi di assaggio
ore 15.00 Seminario-degustazione sulla Viticoltura Sostenibile nel Centro Toscana. Con Ruggero Mazzilli, agronomo
ore 17.00 Seminario, a cura di Davide Bonucci. Degustazione orizzontale sulle zone del Sangiovese toscano.
ore 20.00 Chiusura banchi di assaggio

Domenica 27 gennaio 2013

ore 10.30 Apertura dei banchi di assaggio
ore 15.00 Seminario sul Sangiovese, a cura di Davide Bonucci. Verticale parallela di grandi toscani
ore 19.00 Chiusura banchi di assaggio


Le aziende in degustazione:

Barlettaio
Caparsa
Istine
L'Erta di Radda
Montevertine
Poggerino
Val delle Corti
Badia a Coltibuono
San Giusto a Rentennano
Bibbiano
Felsina
Villa del Cigliano
Fontodi
Vecchie Terre di Montefili
Fattoria di Cinciano
Le Casalte
Castello di Potentino
Fattoria del Pino
Campinuovi
Palazzo di Piero

Ingresso:
20 €

Informazioni:
Tel: 3311078464 (Davide Bonucci)

4 gennaio 2013

Corso Terroir: la Schiava

La schiava è un vitigno autoctono che ha una storia antichissima.

Il suo nome sembrerebbe derivare dal latino “vitis cum sclavis”, ossia uve "schiavizzate", "costrette", nel loro sviluppo. Venivano addomesticate potandole e legandole su di un supporto.
Una tipologia di coltivazione delle viti allevate a filare nel periodo medioevale del XII secolo nel territorio longobardo  (Veneto e Lombardia del nord) e poi in Alto Adige dove sono note come “Vernatsch” (dal latino “vernaculum” ossia “viti locali”).

E’ il migliore autoctono dell’Alto Adige, ma è caduto di moda negli anni '80 e '90.
Prima di allora occupava il 70% della superficie vitata nella regione, oggi siamo invece al 30% circa, sostituito – sottovalutandone le potenzialità - da varietà internazionali, magari più appetibili per il mercato.

E’ un vino da tutto pasto, da bere fresco, con un colore leggero ed una straordinaria duttilità per l’abbinamento al cibo.

Solitamente (nel 50% dei casi) è da bere entro il primo anno di produzione, ma, se prodotto nel posto giusto e senza puntare alla quantità ma alla qualità, ha ottime potenzialità di invecchiamento ed incredibile complessità. 


(La vigne della Schiava di Gumphof)

Allevata secondo il tradizionale sistema a pergola, da zona a zona l’andamento climatico e le caratteristiche del suolo determinano versioni qualitative ed organolettiche della schiava ben diverse .

E’ un uva dall'incredibile resistenza al freddo.
Soffre invece molto le stagioni calde ed umide con grande rischio di oidio, la malattia trofica delle piante causata da funghi.
Soffre anche ma in maniera minore un po’ la peronospora e la botryte.
E’ una pianta di grande adattabilità agli innesti e il più utilizzato, l’855 del totale, è il Kober BB.

Geologia:
Per quanto riguarda il suolo, delle decine di diverse matrici presenti in Alto Adige, solo tre sono le principali presenti nelle zone dove viene coltivata la schiava.

Zona rossa: porfidi quarziferi, ferrettizzati, violacei o grigi
Zona gialla: argille alluvuionali e depositi morenici, con intercalazioni di calcare e porfido ferrettizati
Zona grigia: depositi morenici, detrinti di falde, di frane e dei coni di deiezione

Ampelografia:

La schiava è a foglia media, pentagonale, trilobata o intera. Il grappolo ha un elevata vigoria, è di piccole dimensioni a forma piramidale allungato, con acini molto grandi che diventano di colore grigio quando è elevata la quantità di pruina sulla buccia degli acini.

(La Schiava di Gumphof)

Le tre varietà che vengono principalmente coltivate sono:
  • Schiava Grossa (Großvernatsch): la più grande e la più acida delle tipologie, di produttività più abbondane, è un uva che incrociata con il riesling ha dato vita al kerner.
  • Schiava Gentile (Edelvernatsch): anche coltivata in Trentino, ha una minore carica polifenolica.
  • Schiava Grigia (Grauvernatsch): ricchissima di pruina, la più rustica ed adattabile.
Cresce in tutto l’Alto Adige e nella zona di Mezzocorona e dintorni in Trentino, su pendii collinari per oltre 1.100 ettari di vigne, pari a circa un quarto di tutta la superficie vitata della regione.
Resa max 140 quintali per Ha, alcol minimo 10,5% (11,5% per lo scelto), un acidità totale di solo 4 g/l (quindi bassissima) e l'estratto secco di 18g/l al netto degli zuccheri.

Sono 3 le zone eccellenti:
1) DOC A.A. Lago di Caldaro: 12 comuni in provincia di BZ e 8 frazioni di comuni in provincia di TN. La zona classica è quella di Caldaro, Appiano, Termeno.
2) DOC A.A. S. Maddalena: sui pendii subito a nord di Bolzano, andando verso l’altopiano del Renon per intenderci. Le zone di produzione sono le frazioni Santa Maddalena, Santa Giustina, Cardano,  SetteQuerce, Rencio e cinque Masi nel comune di Renon. In questi terreni prevalgono depositi di origine morenica di materiale porfireo.
3) DOC A.A. Schiava: identifica i vini freschi e beverini da subito prodotti fuori dalle tre zone tipiche.

Quste alcune delle aziende consigliate nelle tre zone:
Aziende a Caldaro: Manincor, Castel Sallegg, Erste& Neue, Lageder, Kolsterhof, Ritterhof, Niedermayr, Tramin.

S. Maddalena: Franz Gojer, Josef Brigl, Messnerhof, Untermoserhof, Griesbauerhof, Loacker, Plattner/Waldgries.
Alto Adige: Girlan, Gumphof, Martini & Sohn, Kurtasch, San Michele Appiano, Popphof.

Dopo l'approfondimento sulla Schiava siamo passati alla storica verticale dell'A.A. Schiava Gschleier Aus Alten Reben della Cantina Sociale Girlan - Cornaiano1978 / 1986 / 1989 / 1999 / 2000 / 2003 / 2005 / 2007 / 2009

Storica sia perché è stata a partire dalla 1° annata prodotta, sia perché è la 1° volta che la si è fatta in pubblico.


Cantina sociale fondata nel 1923, attualmente ha 240 membri che producono circa 15.000 ettolitri di vino rosso e 8.000 di vino bianco all’anno.


Girlan ha preservato la varietà della schiava, anche considerando l’età - 85/95 anni di età - del vecchio vigneto Gschleier vicino al cimitero del paese, esposto a sud ad un'altitudine media di 450m s.l.m., su terreni calcareo-argillosi.
Sotto la guida di Gerhard Kofler viene effettuata la diraspatura e la pressatura delle uve che vengono poi messe in fermentini d’acciaio da 100 hl. 
Dopo la fermentazione (100% malolattica) che dura dai 10 ai 15 giorni, la maturazione avviene per 9 mesi in botti di rovere di grande formato e prima di essere commercializzato il vino viene affinato per 3 mesi in bottiglia.
Degustazione

2009: annata positiva, calda ma dall’andamento regolare. 
Vendemmia 25/9. 8.800 bottiglie.
Un vino sgarbato da giovane. Naso floreale, fiori amari, mandarino, sottobosco. In bocca è ben bilanciato, sobrio. Tannino impercettibile.

2007: grande annata, ventosa con uve perfette ma calda quindi vino pronto e una vendemmia precoce. (12,9° e 5,35 di acidità - alta)
Naso ricco, china, erbe amare aromatiche, mandorla, note passite.
Bocca completa, ferrosa, liquirizia, grande freschezza. Mela rossa. 
Astringenza lievissima.  

2005: un’annata complicata. Fresca, con piogge continue e difficoltà a raggiungere la selezione. La vendemmia fu fatta solo nelle zone vocate. Malolattica svolta all’80-85%.
Naso elegante, resina e agrume (botrite, tra la resina e la trementina, pungente). Un vino leggero con un finale verde acquoso. Da pesce. NO

2003: Annata durissima (esula quindi dai magnifici risultati emersi alla distanza da altre zone). Grande resistenza all’ossidazione e un acidità depressa 4,40. Al naso prevale l'vva fragola. In bocca forte astringenza e tannino verde e ben percettibile.
  
2000: Un’annata che ha ricevuto un’accoglienza modesta. Estate negativa ma autunno d’oro, quindi vini ricchi e generosi con alte acidità. Vendemmia precoce e quantità ridotta. Zero ossidazione, note evolutive interessanti. Note ematiche, paprika, silicone, rosa, pomodoro. Sapido e con grande freschezza.

1999: Ottima annata nelle Langhe e a Montalcino, in Alto adige è stata caratterizzata dal grande freddo con escursioni termiche incredibili. Uve con un alto livello di acido malico. Vendemmia tardiva 10 ottobre. Malolattica incompleta. Uno sviluppo aromatico originale legato probabilmente alla bottiglia. Un vino sgarbato.
  
1989: Annata fresca e irregolare con fenomeni temporaleschi e due grandinate. Problemi di botrite in alcune vigne; vendemmia tardiva.
Naso interessante. Amaretto, sambuca, spezie.
Bocca importante, freschezza ancora intatta, tannino percettibile, ma fine.
Perfetto con lo speck.

1986: bella annata, ma il vino è ossidato

1976: annata molto calda, di poco inferiore alle temperature raggiunte nel 2003. Uva cotta, ma sana. Vendemmia precoce. 5.500 bottiglie prodotte. 
Note evolutive, ma originali. Note metalliche, terra scura, tartufo nero. Agrumi grassi, tamarindo. Frutta candita. Bocca interessante, grande persistenza, tannino fine. 

2007, 1989 e 1976* il mio podio!

Riassumendo la schiava è unica nel suo genere... somiglia un po' al Pinot noir. Straordinariamente bevibile con una bella freschezza in bocca.

Si abbina con facilità a diversi piatti vista la sua gran bella bevibilità, in particolare con i piatti della cucina asiatica.
Una vino dal rapporto q/p eccezionale, accessibile alle tasche di tutti.

Cantina Girlan - Via San Martino, 24 - 39050 Cornaiano (BZ) - www.girlan.it

*: molto anche per l'oppurtunità di aver bevuto la prima annata prodotta