28 aprile 2009

Vigna Regina 1999 - Ar.Pe.Pe.

Disciplinare : Valtellina Superiore D.O.C.G. Sassella
Vitigno: Nebbiolo (Chiavennasca) 100 %.
Titolo alcol.: 14%
Costo: 29€
Voto:

I vini dell'azienda Ar.Pe.Pe. hanno una personalità marcata. Sono caratterizzati dalla notevole mineralità dei terreni scoscesi su cui allevano nei terrazzamenti i vigneti di chiavennasca, dalla cura delle piante e dall’ottimo lavoro svolto in cantina che mira a far eccellere la materia prima sfruttando per tanto tempo l’affinamento in grandi botti di rovere.
Seguono poi il percorso evolutivo dei loro vini nel corso degli anni in cantina, e solo quando vengono ritenuti idonei vengono messi in commercio.

Ecco perché solo a fine 2008, esce sul mercato, la bottiglia Vigna Regina 1999
.

Prodotto nel cru Vigna Regina, le vigne sono quelle di età più vecchia e si trovano fra 400 e 600 slm in direzione sud/est sul versante esposto a mezzogiorno delle Alpi Retiche.
La sua vinificazione è tradizionale, e il vino passa almeno 4 anni in grandi botti a cui segue, per completare l’affinamento, un periodo di almeno altri due anni in bottiglia.

Un grande rosso. Dal granato scarico, al naso rosa e viola, con note di cuoio, tabacco e bella mineralità con sentori di ruggine. In bocca è ben carico e avvolgente il palato. Allo stesso tempo fresco e con una spina dorsale acida notevole, ha note tanniche assolutamente bene equilibrate. Elegante e con una notevole persistenza. Coinvolge ed è piacevole.

19 aprile 2009

Vallerosa-Bonci e i suoi eccellenti Verdicchi dei Castelli di Jesi

Mercoledì scorso tornavo dalle Marche a Roma, di fretta per problemini presunti alla macchina, ma non volevo certo saltare l’appuntamento preso con l’azienda Vallerosa – Bonci.

Avevo lasciato di prima mattina il Monte Conero e, dopo alcune pause fotografiche nel tragitto, sono arrivato a Cupramontana, presso la loro sede.

Ero nel cuore delle Marche, su una delle colline che fiancheggia la valle dell'Esino dove la famiglia Bonci dai primi anni del '900 avviò l’attività di produzione del vino.


Mi riceve Valentina e, nonostante il mio anticipo rispetto all’orario concordato, cominciamo subito la visita all’azienda con una bella chiacchierata sull’Azienda Agricola Vallerosa-Bonci.

Possiede oggi 26ha di vigneti per produrre il Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico ed il Rosso Piceno.

I vigneti si trovano in terreni particolarmente vocati di Cupramontana, ad un'altezza media di 450m slm. Sono equiparabili a dei veri e propri cru, motivo per il quale l’azienda produce differenti tipologie di Verdicchio, ognuno con caratteristiche organolettiche particolari legate al proprio terroir da cui nasce.

L’Az. Vallerosa-Bonci presta particolare attenzione in vigna, sin dal periodo della potatura, adottando inoltre sistemi d’allevamento con una bassa resa per ettaro per migliorare la qualità delle uve.

Facciamo quindi un giro in cantina dove avviene la pressatura soffice delle uve e la fermentazione a temperatura controllata, con una cura particolare alle chiarifica, alla filtrazione ed alla refrigerazione.

Nella foto le loro vasche di cemento utilizzata per la maturazione del verdicchio; l’unica tipologia di vasche ad eccezione di un ridotto 20% per il Verdicchio Le Case. Solo il Rosso utilizza le barrique.

Passiamo quindi dove stavano completando le ultime fasi per mettere sul mercato gli spumanti inserendo manualmente e con le macchine apposite i tappi e le etichette. (vedi foto).







Concludiamo poi la visita nella sala degustazione dove attorno a me ho:

Il Verdicchio dei Castelli di Jesi Spumante Brut 2004: Prodotto con le uve della contrada Alvareto, vinificate in anticipo. Fresco. 12°C

Il Verdicchio dei Castelli di Jesi Brut Metodo Classico

Il Verdicchio dei castelli di Jesi Cl Manciano 2007: un piccolo vitigno a guyot di 3ha nella contrada omonima. Dal bel giallo paglierino carico, è fresco e molto delicato, con una notevole sapidità. 14°C.

Il Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Le Case 2006

Il Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup.San Michele 2007: S. Michele nasce nel ’89. Ha vigne di 40 anni che guardano a sud a 400 mt. slm, e che grazie a questo felice microclima garantiscono uve di qualità. Il 2007 non è stata annata particolarmente felice ma si prospetta comunque una discreta evoluzione di una ottimo vino in cui prevarrà l’acidità alla morbidezza. Paglierino carico con note floreali, di pesca e agrumi. Bella struttura equilibrata dalla notevole acidità e sapidità. 13,5°C.

Ancora non in foto sul tavolo con me, ho poi degustato,

Il Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Riserva Pietrone 2006: Vino nato nel 2000. Le vigne sono in contrada Pietrone e, ad oggi, è stato vendemmiate solo in alcuni anni. La vendemmia viene svolta quando le uve sono in leggera surmaturazione. Dal colore giallo dorato. Al naso è molto intenso e decisamente ampio con diversi profumi di frutte mature e note minerali. In bocca morbido e con un elevato impatto alcolico. 14° C. L’ho apprezzato davvero.

Tanto quanto l’intera visita e la cortesia di Valentina Bonci che ringrazio per il tempo trascorso parlandomi della sua azienda e della sua produzione vinicola.

18 aprile 2009

Garofoli e il suo vino da Podium!

Martedì e mercoledì scorso, dopo le feste Pasquali, ho fatto tappa nelle Marche per visitare un paio d’aziende Vitivinicole.

La prima è stata l’Antica Casa Vinicola Garofoli o più semplicemente GAROFOLI, come ormai, vista la fama, tutti la conoscono nel mondo vino e non.


















L’azienda è una struttura gialla ai piedi di Castelfidardo. Arrivato in anticipo rispetto all’appuntamento del pomeriggio con la sig.ra Caterina Garofoli per le 15: 00 ho cominciato ad ammirare nella sala d’attesa tutti i premi ricevuti negli anni e i cimeli storici che ricordavano l’ormai superato centenario di produzione dell’azienda.


Al suo arrivo Caterina mi accoglie molto amichevolmente, è coetanea, anzi più giovane ... e fortunatamente possiamo cancellare i formalismi.
Mi racconta che la sua è la quarta generazione di questa famiglia che ha iniziato a fare vino nel 1871 - mi mostra il vecchio torchio che riporta la data - anche se legalmente l'azienda fu fondata nel 1901.
La loro produzione annua è all’incirca di 2ML di bottiglie, la cui vendita è suddivisa per il 30/35% in Italia, mentre la quota di mercato “principale” è destinata all'export, soprattutto in Europa, ma tocca comunque tutti i continenti arrivando fino in Giappone dove è venduto molto il Verdicchio da abbinare a Sushi e Sashimi.

La produzione spazia su tutti i tipi di vino marchigiano. Oltre il 60% riguarda i vini Doc Verdicchio dei Castelli di Jesi (circa 900.000 bottiglie), il DOCG Rosso Cònero (circa 200.000 bottiglie) e il Rosso Piceno (circa 220.000 bottiglie), mentre la quota rimanente della produzione è relativa a vini IGT, a spumanti (sia Charmat sia Metodo Classico), a vini frizzanti, da tavola e anche a produzioni piccole di vini passiti.

Le vigne dell’azienda coprono una superficie di circa 50ha totali ad oggi suddivisi fra i comuni di Montecarotto (Zona Doc del Verdicchio dei Castelli di Jesi a Cupo delle Lame), Ancona (a Paterno e Massignano sono presenti le vigne a cordone speronato di Montepulciano per la produzione del Rosso Conero) e Castelfidardo (dove ad Acquaviva sono le vigne di Verdicchio e Trebbiano), con una densità di c.ca 4000 piante per ettaro per i vitigni a bacca bianca e di c.ca 5000 per quelli a bacca rossa, prevalentemente Montepulciano d'Abruzzo.

La loro produzione in cantina è svolta in due località differenti.
Per le uve di Verdicchio, direttamente nella zona classica di produzione del Verdicchio dei Castelli di Jesi, nella cantina di Serra de' Conti, mentre le uve base del Rosso Cònero sono vinificate nella cantina di Castelfidardo assieme alle uve del Rosso Piceno e delle altre uve bianche e rosse non Doc.

Scendiamo nelle cantine dove vedo numerose botti grosse che dal 2004 maturano la nuova DOCG Rosso Conero. Spostandoci arriviamo alle barriques poste su diversi livelli dove, per un periodo di circa un anno, “riposa” il Verdicchio Riserva Serra Fiorese. Infine arriviamo nella cantina refrigerata dove è lasciato affinare lo spumante metodo classico.

Ohh!, ed eccomi finalmente alla degustazione.
Il primo Verdicchio che Caterina mi serve è il Macrina 2007, semplice ma allo stesso tempo di un ottima struttura e con una buona persistenza.
Eccellente quindi la verticale di tre bicchieri di Verdicchio dei Castelli di Jesi Podium, dal 2003 al 2006, chi più chi meno vicino all’eccellenza. A seguire scriverò poi due righe sulla degustazione specifica del 2006. Per “chiudere” degusto il Verdicchio Serra Fiorese 2005, un verdicchio “caldo” che matura 11 mesi in barrique con struttura notevole e, quindi, un Conero Grosso Agontano 2004, un Montepulciano 100%, come già detto, belle note di frutti rosso maturi, sapido e molto persistente ma che, a mio avviso, il tenere un altro po’ ad affinare in bottiglia migliorerà il suo attuale impatto dei tannini, forse ancora troppo astringenti, anche se tipico del Montepulciano.

Dopo la visita all’Azienda Garofoli sono tornato a Sirolo dove soggiornavo per la notte.
Nella sua piazza principale, alle pendici meridionali del Monte Conero, si trova il ristornate dove sono stato a cena, l'Osteria da Sara.
E’ sempre un po’ triste mangiare da soli, ma il locale ti mette subito a tuo agio in una stanza con vista nelle cucine. È la tipica trattoria di paese con arredamento spartano, da "vecchia" osteria, con un servizio molto gentile e soprattutto una cucina d’eccellente qualità seguendo le tradizioni marchigiane ed un ottima carta dei vini con prezzi senza eccessivo ricarico.

Ho cominciato la cena con una lasagna con sogliola, scampi e zucchine, per poi continuare con un eccellente frittura di pesce. Il tutto accompagnato da un Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Tralivio di Sartarelli. E per chiudere un freschissimo sorbetto al limone. Ci tornerò molto volentieri. Prenotate eventualmente, è necessario: 0719330716.

Veniamo ora alla degustazione di una delle bottiglie acquistate da Garofoli e bevute a casa, in compagnia.

Podium 2006 - Verdicchio dei Castelli di Jesi Doc Classico Superiore
Disciplinare : DOC
Vitigno: Verdicchio 100%
Titolo alcol.: 14%
Costo: 12€


Un Verdicchio proveniente da vigne con bassissima resa per ettaro, raccolto in leggero ritardo, quindi d’uve leggermente surmaturate, con una produzione selezionata di circa 60-70 quintali d’uva per ettaro.

Podium è immesso al consumo dopo maturazione in serbatoi d’acciaio inox di almeno un anno, a cui fa seguito un affinamento in bottiglia per 4 mesi in locale termocondizionato.

Giallo tendente al dorato con riflessi verdi. Al naso è pulito, con profumi di frutta gialla matura, pesca e agrumi per lo più, con note d’acacia accompagnate da una piccola nota minerale.
In bocca è morbido e dal deciso tenore alcolico ma ben equilibrato da un altrettanto buona freschezza e una sapidità prolungata. Notevole la persistenza.

Un vino da bere bene subito, ma altrettanto bene conservare e godersi fra 5/6 anni.

Lo abbiniamo idealmente con piatti di pesce elaborati, carni bianche.
Servirlo a 12° è l’ideale. Non troppo freddo per non perderne la finezza.

2 aprile 2009

Nerobufaleffj 2003 - Gulfi

Disciplinare : I.G.T. rosso
Vitigno: Nero d'Avola
Titolo alcol.: 14%
Costo: 35€
Voto:

L’azienda vitivinicola Gulfi, di circa 100 ettari, si trova in Val Canzeria, in provincia di Ragusa, sotto l’abitato di Chiaramonte Gulfi, ed è dal 1996 che vinifica le sue uve precedentemente cedute a terzi.
L’azienda coltiva principalmente l’antico vitigno siciliano del Nero d'Avola, ad alberello sulle colline dei Monti Iblei, insieme ad altre varietà autoctone (frappato, albanello, moscatello) e ad alcune varietà a bacca bianca tra cui prevale il Carricante, senza tralasciare ovviamente gli oliveti secolari.
Le sue vigne sono dislocati in parte in Val Canzeria, e in parte nelle migliori contrade di Pachino (Bufaleffi, Maccari, Archi, Baroni e San Lorenzo) a circa 500 metri sul livello del mare in un territorio capace di esprimere grandi vini rossi, dove il nero d'Avola si esprime con classe, corposo, elegante e di notevole complessità.

Tornando alla degustazione di ieri del NEROBUFALEFFJ 2003 che tenevo da un paio d’anni in cantina, è un cru di Nero d'AvolaCru perché Gulfi, oltre ad adottare sistemi di coltivazione biologica, ha una filosofia produttiva impostata sulla vinificazione per singoli cru ed in purezza.
Produce quindi vini che esaltano le caratteristiche specifiche dei diversi terroir da cui hanno origine.
La vigna Bufaleffi di 2,5 ettari è nell'omonima contrada nella punta estrema della Sicilia sud-orientale, in Val di Noto (Siracusa) a 50m slm. Ha una variabilità pedologica particolarissima, evidenziata dalla cromaticità del terreno dal nero argilloso, al bianco calcareo, al rosso sabbioso. Il clima è temperato e la sua densità è di 7.000 viti per ettaro. Gli alberelli della vigna Bufaleffj hanno oltre 35 anni con una resa che non supera i 40q ad Ha. Questo territorio, molto variabile, è uno dei motivi che indice ad utilizzare per circa 18 mesi Tonneau - e non barrique - dopo la lunga macerazione del mosto con le bucce, che segue alla vendemmia che avviene in genere dopo la metà di settembre.

Il “Nerobufaleffj” è scuro ma ben limpido. Decisamente consistente. Ha un bouquet finissimo al naso, molto intenso che comincia con la prevalenza della frutta rossa matura, dalle more ai lamponi, per seguire con note terziarie, di cacao, di garofano, di liquirizia Il tempo di affinamento in cantina ha sicuramente giocato a favore dei tannini che sono notevoli ma altrettanto morbidi e ben equilibrati. In bocca è elegante e avvolgente e dalla giusta acidità. Estremamente persistente.

Servendolo ottimamente a 18°/20° l’abbiamo abbinato ad arrosti di maiale e contorno di caponata. Perfetto.